Il film, ambientato a Lio Piccolo, che tratta il tema della violenza con delicatezza e sensibilità

Si chiama "Il tempo e i giorni", è diretto dalla sceneggiatrice bellunese Alessia Buiatti e fa parte di una trilogia ambientata in Veneto. I giovani protagonisti del primo episodio sono Emma Frison e Francesco Petit-Bon

Una storia di amicizia, amore, coraggio e speranza nata tra gli scorci suggestivi di Lio Piccolo: Il tempo e i giorni è il primo capitolo di una trilogia cinematografica scritta e diretta dalla sceneggiatrice bellunese Alessia Buiatti.

Un racconto nato quasi per caso grazie alle suggestioni del paesaggio lagunare, come  un’epifania: «Lio Piccolo ha un che di magico, di fuori dal tempo - racconta Alessia - la natura, le case un po’ scrostate: c’è, in quel luogo, un qualcosa di primigenio e allo stesso tempo decadente. Le caratteristiche autentiche di Lio Piccolo mi hanno fatto improvvisamente immaginare una storia che avesse come protagonisti due ragazzini perché l’autenticità è per eccellenza insita nei bambini».

I piccoli protagonisti della vicenda prendono così forma e corpo nella undicenne Emma Frison, di Venezia, e nel dodicenne savonese Francesco Petit-Bon, che hanno rispettivamente interpretato Caterina e Daniele durante le riprese del primo episodio tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

La vicenda de Il tempo e i giorni, prodotto da Massimo Belluzzo di Zeta Group S.r.l., ruota attorno al rapporto tra i due personaggi principali, legati da un sentimento puro e inscindibile. Durante l’infanzia Caterina e Daniele trascorrono le loro giornate tra gli scorci di Lio Piccolo. Ben presto però, risulta evidente che la protagonista femminile nasconda qualcosa di drammatico.

Una trilogia, quella di Alessia, che tratta il tema della violenza con estrema delicatezza e sensibilità: «Nel corso di tutto il film non si vede mai alcuna scena di violenza, solo le sue terribili conseguenze. Non mi interessava tanto denunciare “il cattivo” quanto comprendere le vittime. È un film raccontato dal loro punto di vista» spiega Buiatti.

Inizialmente pensato come mediometraggio unico, Il tempo e i giorni si sviluppa in altri due episodi. Il secondo, intitolato Frammenti, sarà ambientato a Marghera e seguirà le vicende dei due protagonisti, ormai giovani adulti. Si svolgerà tutto in una notte, tra il tardo pomeriggio e l’alba.

Solitudini è invece il titolo della terza e conclusiva parte: «Contrariamente a quanto si possa pensare, è un titolo positivo perché la solitudine è qualcosa di molto personale, di molto intimo. C’è una sorta di bellezza nel riuscire a recuperare se stessi» racconta Alessia. Questo episodio, ambientato tra le dolomiti e la laguna veneziana, racconterà le conseguenze di ciò che hanno subìto i protagonisti e delle loro scelte.

Lo stile di regia e la fotografia, curata magistralmente da Lorenzo Pezzano, saranno eterogenei e cambieranno a seconda dell’episodio narrato. 

I mediometraggi verranno proiettati privatamente per fare formazione e parlare di violenza e cinema negli istituti scolastici e nelle associazioni: numerosi, a tal proposito, i patrocini e le collaborazioni con molteplici enti. I vari episodi verranno quindi proposti ai festival cinematografici. Il progetto futuro sarà infine quello di proiettare tutta la vicenda nella sua totalità nelle sale cinematografiche.

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