Un viaggio in Oriente per riscoprire i luoghi visitati da Marco Polo

​Il racconto della straordinaria esperienza di Mario Cimarosti, 46enne di Marcon

24.000 chilometri, innumerevoli volti e incredibili paesaggi. Un viaggio sulle orme di Marco Polo, da Venezia fino a Samarcanda, attraversando le alture del Caucaso e le dune sabbiose del deserto dei Gobi in Mongolia. 

Tutto questo è stato vissuto da Mario Cimarosti, quarantaseienne residente a Marcon, nel corso di uno straordinario viaggio cominciato nella seconda metà degli anni Novanta e conclusosi ad aprile scorso. 

Un’esperienza unica che il viaggiatore di professione ha deciso di raccontare nel suo libro Ai confini dell’Asia. Avventure e incontri tra zar, sultani e maioliche (Ediciclo Editore; 2020). 

«Nel settembre 2018 ho pensato che fosse arrivato il momento di racontare la mia avventura. Così mi sono seduto, ho chiuso gli occhi e ho cominciato un altro viaggio, riportando alla luce dei miei ricordi i volti, i gesti e la vita emozionale di popoli ricchi di storia, cultura, paesaggi incantevoli dalla steppa siberiana alle dune del deserto del Gobi, e ancora dalla muraglia cinese all'esercito di terracotta, attraversando l'Asia Centrale fino a Samarcanda, continuando il mio viaggio nel Caucaso, nelle terre dei guerrieri del fuoco in Azerbaijan, in Georgia e in Armenia dove ho condiviso il dolore del popolo armeno e del suo genocidio ed ho scoperto il grande orgoglio di questa gente che si è saputa rialzare. - racconta Mario - Ho continuato poi a viaggiare fino al Mar Mediterraneo, giungendo nelle acque tra il Mar di Marmara e il Mar Nero, lungo il corno d'oro sul Bosforo, visitando e facendomi persuadere dalla splendida Istanbul, terra di conquista anche dei veneziani scovando e vivendo in prima persona la storia del grande Doge Enrico Dandolo, orgoglio per tutti coloro che hanno origini veneziane come me, oggi sepolto all'interno della Cattedrale di Santa Sofia di Istanbul.»

Una delle esperienze che più ha colpito Mario è stato l’itinerario lungo il Mar Baltico in Transiberiana, durante il quale ha percorso più di 9000 chilometri e attraversato ben nove fusi orari differenti: «Non si è trattato soltanto di un viaggio dal punto di esteriore ma  è stato anche e soprattutto interiore perché ho visto cambiare i volti delle persone man mano che il treno viaggiava.» dichiara Mario.

Un itinerario, quello complessivo, che è strettamente legato a Venezia. Cimarosti si è infatti dichiaratamente ispirato a Marco Polo, durante tutto il suo peregrinare: «Ho ripercorso i sentieri del famoso esploratore, rivivendo così le sue esperienze e i suoi racconti.»

Il richiamo verso Venezia continua nel corso di tutto il viaggio: «Sono stato in Russia, dove San Pietroburgo è chiamata la "Venezia del Nord”, poi in Cina, precisamente a Suzhou, un villaggio di pescatori oggi soprannominato "Venezia D’Oriente” - città gemellata proprio con Venezia che, recentemente, ha donato proprio al Comune del capoluogo veneto 20mila mascherine per far fronte all’emergenza coronavirus - e ancora in Azerbaijan dove nella città della seta - a Sheki - ho ritrovato il vetro di murano nel Palazzo del Gran Khan e in Armenia, terra legata ancora oggi a Venezia anche con il Monastero Mechitarista Armeno nell'isola di San Lazzaro. Infine sono stato in Turchia, precisamente a Istanbul, dove il quartiere Pera si affaccia al Ponte Galata sul Bosforo, un tempo colonia veneziana.»

Proprio Venezia è la città di partenza e di arrivo del viaggio di Mario, scelta dietro la quale si cela un profondo affetto verso di essa, dal momento che il padre Ernesto era un affermato artista vetraio muranese. «Da Istanbul, ultima tappa del mio itinerario, ho fatto ritorno a Venezia, ad aprile 2019. Una volta giunto a destinazione, sono salito su un battello e sono andato a Murano. Un gesto simbolico per ricordare mio padre.»

Non è solo curiosità e voglia di viaggiare ma molto di più: Mario è infatti mosso da un profondo sentimento di solidarietà nei confronti degli altri popoli. Dal 1994 collabora infatti con l’Onu, per il quale ha partecipato alla Missione Albatros in Mozambico come Casco Blu, contribuendo a portare la pace nel Paese africano.

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Un impegno sociale che Cimarosti onora tuttora cooperando con l'associazione onlus AMO Amici del Mozambico, che opera al fine di garantire la costruzione di scuole per i bambini mozambicani.

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