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"I tornelli? Serve una visione di più ampio respiro. I nuovi hotel a Mestre non aiutano"

La sottosegretario ai Beni culturali, Borletti Buitoni, sul sistema di gestione dei flussi approntato durante il ponte del 1 maggio dal Comune: "Guardiamo i dati prima di giudicare"

"Gli effetti dei varchi posizionati agli ingressi della città li valuteremo di fronte ai dati, ma ci deve essere una prospettiva di più lungo termine che non mi pare sia stata affrontata". Commenta così il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, l'innovativa gestione dei flussi introdotta nel corso del ponte del 1 maggio scorso dall'amministrazione comunale di Venezia, con il posizionamento di varchi pronti a chiudersi in caso di calca eccessiva e contestuale deviazione dei turisti "mordi e fuggi" su itinerari alternativi rispetto alla zona della stazione ferroviaria, lista di Spagna e strada Nova.

"Problema complessissimo"

"Sono molto contenta che si sia affrontato il problema della pressione turistica su Venezia - ha continuato la sottosegretario a margine della presentazione della "Carta nazionale del paesaggio" nella sede Iuav di Ca' Tron - vuol dire che c'è una presa di coscienza reale. Credo che il problema sia complessissimo, per cui naturalmente si andrà per tentativi".

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"I dati prima di giudicare"

Sul tema non sono mancati i motivi di frizione con il sindaco della città, Luigi Brugnaro: "Nonostante dei rapporti non felicissimi con il primo cittadino - ha sottolineato - non mi sento di giudicare a priori questa scelta dei tornelli fino a quando non verranno valutati gli effetti con dati oggettivi". La sottosegretario allarga però l'orizzonte: "Credo che il problema vada affrontato in maniera più estesa - ha concluso - una serie di scelte ha portato a costruire nuovi alberghi in terraferma che certo non aiutano la decongestione del turismo giornaliero".
 

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