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Altino, iniziati gli scavi finanziati dal ministero al quartiere residenziale augusteo

Il progetto del Parco archeologico conta su 1,2 milioni per i lavori di rifacimento dei percorsi, degli impianti, dei magazzini, degli allestimenti, e 300 mila euro per i servizi e lo sviluppo del modello culturale e turistico

Sono entrati nel vivo gli scavi archeologici nell'area di Altino oggi, lunedì mattina, in particolare nel quartiere residenziale augusteo. Si tratta dei lavori che rientrano nel piano “Grandi progetti beni culturali” approvato dal ministro della Cultura Dario Franceschini all'inizio di febbraio, che ha incassato il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni dopo il passaggio in Consiglio superiore dei beni culturali.

I lavori di scavo, con i quali il ministero della Cultura finanzia le attività per trasformare Altino in un parco archeologico, sono stati affidati alla ditta Petra di Padova. «Gli scavi hanno due obiettivi - spiega Marianna Bressan, direttrice del Museo nazionale e dell’Area archeologica di Altino (Direzione Regionale Musei Veneto) - continuare la ricerca, ovvero l’attività essenziale per conoscere quello che il sottosuolo restituisce, ma anche capire se c’è margine per ridisegnare il percorso di fruizione dell’area archeologica, attraverso ritrovamenti che possano meglio illustrare quel che si vede e, con un po’ di fortuna, ampliare i resti da lasciare a vista».

Finanziato dal ministero della Cultura con 1 milione e 700 mila euro, il progetto del Parco archeologico potrà contare su 1,2 milioni di euro per i lavori veri e propri a partire dal rifacimento dei percorsi, degli impianti, dei magazzini, degli allestimenti, passando per l’adeguamento degli edifici e gli ulteriori scavi archeologici. Il restante (300 mila euro) servirà per i servizi a partire dagli studi di indirizzo per il modello di sviluppo culturale e turistico, passando per il restauro, gli allestimenti, le traduzioni, la grafica e la comunicazione cui si aggiungeranno i progetti (dei lavori, dell’accessibilità).

Il 9 febbraio scorso il piano strategico “Grandi progetti beni culturali” è stato approvato dal ministro della Cultura Franceschini che ha stanziato per tutto il Paese 200 milioni di euro per 38 interventi e 3 nuove acquisizioni del patrimonio dello Stato. Tra queste ultime c'è l'area archeologica di Altino (per 3 milioni di euro), e tra gli interventi sono stati inclusi quelli alla Basilica di San Marco e alle Procuratie Nuove. Secondo i rilevamenti scientifici, si legge nel piano strategico 2021-2023, «i terreni adiacenti all'area archeologica, privi di fabbricati, corrispondono al contesto della massima estensione della città romana di Altino, corrispondente al foro, teatri, viabilità e contesti residenziali, la cui acquisizione permette di rendere unitari l'area e il percorso di visita comprendente il museo nazionale».

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