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Foto: scuola, archivio

Foto: scuola, archivio

«Diritto al sostegno negato a mio figlio». Romor: «Venerdì la supplente c’era»

La denuncia della mamma di un bimbo disabile su Facebook: «Di nuovo senza insegnante. Può scappare dalla classe e farsi male cadendo dalle scale. Se dovesse succedere indicherò i responsabili»

«Diritto al sostegno negato. Venerdì sono andata a prendere mio figlio di 6 anni disabile a scuola e mi sono accorta che per l'ennesima volta era senza insegnante. La cosa è stata segnalata varie volte attraverso mail fra dirigente scolastica, psicopedagogista, assessore scolastico e perfino al sindaco Luigi Brugnaro, ma nessuno ha fatto nulla per migliorare la situazione. Mi hanno risposto che può succedere che questo accada. Se l'insegnante di sostegno dovesse mancare un giorno per motivi personali non sono materialmente in grado di coprire l'assenza con una sostituzione, possono farlo dal giorno successivo». Lo sfogo su Facebook di una mamma di Marghera riapre le polemica sulla carenza di insegnanti nelle scuole del Comune. L'assessore alle Politiche educative Paolo Romor: «La supplente c'era».

L'opposizione

«Da tempo denunciamo i casi di “malasilo” a Venezia. Questo episodio accaduto a un bambino con sindrome di Down di una materna di Marghera è purtroppo solo uno dei tanti esempi. Tra carenza di personale, spostamenti, scelte solo basate sul risparmio, questa amministrazione ha completamente trasformato uno dei migliori servizi presenti in tutto il territorio nazionale. La mamma che ha denunciato l’accaduto ha la nostra solidarietà, e andremo in fondo a questa vicenda presentando una interrogazione in Consiglio comunale», commentano Monica Sambo capogruppo Pd e Adriano Gobbin, consigliere di Municipalità di Marghera.

«Un piano educativo»

«Mio figlio è un bambino socievole, buono, tranquillo con i suoi compagni, ma che ha bisogno di essere seguito e ha esigenze speciali. Può improvvisamente scappare dalla classe, prendere la porta e farsi male cadendo dalle scale. Se dovesse succedere indicherò i responsabili per il mancato diritto al sostegno. Dovreste baciare la terra dove camminano le maestre della Nerina Volpi e di tutte le scuole dell'infanzia di Marghera che da un istante all'altro vengono spostate solo perché manca personale - prosegue la mamma su Facebook -. Mio figlio ha bisogno di un piano educativo individuale. Fra insegnanti che mancano, e divisi all'occorrenza, non seguirà mai un progetto logopedico costante e continuativo: l'anno scorso in 5 mesi ha cambiato 6 insegnanti di sostegno».

«Rapporti numerici rispettati»

«L’insegnante di sostegno c’era fin dall’inizio dell’anno - scrive l'assessore comunale alle Politiche educative Paolo Romor -. Ovviamente non possiamo garantire la continuità “abolendo” i diritti dei lavoratori a ferie, maternità, aspettativa. Il Comune di Venezia si distingue per la grande attenzione ai bambini con disabilità: nei nostri nidi e scuole infanzia si prevede una maestra aggiuntiva, di sostegno alla classe, per ciascun bambino con disabilità. Un rapporto, 1 a 1, che non trova eguali nelle scuole statali o private e che testimonia la vocazione e specializzazione delle nostre strutture rispetto a questi temi. Quest’anno, quindi, nelle nostre scuole d’infanzia, per tutti i 25 bimbi con disabilità, e tra questi il figlio della signora che ha sollevato la questione, è stata regolarmente assegnata una maestra di sostegno fin dall’inizio dell’anno scolastico. Per questo è falso parlare di “bambino ancora senza sostegno”. Mi pare ingeneroso che gli uffici vengano contestati se non riescono a reperire immediatamente una supplente, che si dichiari disponibile, a fronte di un’imprevista assenza della titolare. Visti i commenti sui social dei soliti sindacalisti, e di alcuni consiglieri da sempre a caccia spasmodica di visibilità, suggerirei ancora una volta di evitare di fare campagna “elettorale” sulle teste dei bambini e delle loro famiglie. Venerdì alla scuola Neri, assente la maestra di sostegno in questione, era presente una supplente del cosiddetto gruppo Jolly, e inoltre, presenti 54 bambini, ci sono sempre state almeno 6 maestre lungo tutto il corso della giornata: tutti i bambini sono quindi stati seguiti con attenzione e con rapporti numerici perfetti».

«Si cerca il risparmio»

Di parere diverso il sindacalista Mario Ragno della Uil. «Bisogna partire da una gestione del personale scolastico, che abbiamo riscontrato, che guarda prima di tutto al risparmio. Che i rapporti numerici vengano rispettati non garantisce continuità e sistematicità del programma educativo impostato per un bambino, specie con problematiche specifiche. È normale che ci siano malattie improvvise degli insegnanti, anche il giorno stesso ma allora nel corso delle trattative sindacali avevamo concordato che si sarebbe provveduto a chiamare il primo insegnante disponibile più vicino alla sede scolastica, per sostituire quello mancante. Che magari qualche ora più tardi, ma sarebbe arrivato. Perché questo non viene più rispettato? Per assicurare un risparmio di qualche migliaio di euro all'anno? Inaccettabile».

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