Lunedì, 21 Giugno 2021
Attualità Castello

Un po' dell'Orto botanico di Padova alla Biennale delle "comunità resilienti"

Con l'installazione Spandrel di apertura del Padiglione Italia, realizzata in partnership con il museo padovano. «Un nuovo modo di pensare il rapporto tra uomo e ambiente di fronte al cambiamento climatico»

Si chiama Spandrel l’installazione di apertura del Padiglione Italia realizzata in partnership con l’Orto botanico dell’Università di Padova. È costituita da tre strutture ad albero e da sfere che accolgono e proteggono le provette contenenti semi di piante e rappresenta, secondo i partners del progetto Alessandro Melis ed Heliopolis 21, «un nuovo modo delle "comunità resilienti" di pensare il rapporto tra uomo e ambiente, nella convinzione che la più grande sfida sia il cambiamento climatico».

I semi esposti, affidati alle cure del Centro di Ateneo per i musei, sono parte della “Spermoteca italica” del museo botanico, composta da 16.346 provette, e appartengono a specie ornamentali e coltivate ad uso alimentare, a specie impiegate in campo medicinale e a quelle che crescono spontaneamente sul territorio nazionale. «Lo sviluppo sostenibile del pianeta è sempre più un tema al centro dell’attenzione globale – afferma Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova – ed è una sfida, quindi, anche per un ateneo multidisciplinare come il nostro. Lo ribadiamo anche con l’installazione che apre il Padiglione Italia nell’edizione 2021 della Biennale di Venezia, un’opera che mette in mostra una parte del patrimonio dell’Orto botanico dell’Università di Padova, con l’obiettivo di invitare il pubblico a interrogarsi sulla grande questione del cambiamento climatico e sulle possibilità di uno sviluppo armonico, in grado di promuovere la trasformazione e l’adattamento delle nostre comunità». Resterà in mostra al Padiglione Italia dal 22 maggio al 21 novembre.

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