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Martedì, 31 Gennaio 2023
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Da Ca' Foscari la prima intelligenza artificiale per predire l'esito di una causa

Si tratta del primo prototipo di intelligenza artificiale applicata alla giurisprudenza realizzato in Italia

Predire l’esito di un giudizio, una frontiera che finora sembrava impossibile ma che sta divenendo realtà grazie al progetto di ricerca, unico in Italia, dell'università Ca' Foscari Venezia (Centro Studi Giuridici) in collaborazione con la Corte di Appello di Venezia e Unioncamere del Veneto e realizzato grazie all’apporto tecnico di Deloitte.

La giustizia predittiva è un settore del diritto di recente sviluppo che consiste nel prevedere l’esito di un giudizio attraverso l’intelligenza artificiale applicata alla giurisprudenza. In questo caso, si tratta di uno strumento di intelligenza artificiale basato su Natural Language Understanding & Processing per favorire la conoscenza dell’orientamento giuridico prevalente per alcune tematiche di interesse giuslavoristico (licenziamento per giusta causa e giustificato motivo soggettivo). Grazie alla piattaforma, realizzata dal dipartimento di Intelligenza artificiale di Deloitte, è possibile navigare e analizzare le fattispecie giuridiche del licenziamento per motivi soggettivi e relativi orientamenti in modo dinamico e interattivo. Più di 800 sentenze dei tribunali del Veneto sono alla base dell’algoritmo che regola la piattaforma. Con l'utilizzo di tale applicativo, si vuole favorire la conoscenza effettiva degli orientamenti giurisprudenziali, per evitare conflitti inconsapevoli e strutturare e arricchire le banche dati, indicizzando con statistiche e metriche informative facilmente consultabili.

«La soluzione tecnologica sfrutta la capacità dell'intelligenza artificiale e, in particolare, degli algoritmi di comprensione del linguaggio naturale per l'analisi semantica della lingua italiana utilizzando tecnologie in grado di comprendere concetti e relazioni semantiche tramite analisi logiche e algoritmi di disambiguazione proprietari», ha spiegato Antonio Rughi, senior partner di Deloitte. Si tratta del primo prototipo di intelligenza artificiale applicata alla giurisprudenza realizzato in Italia. «I risultati cui siamo giunti sono sorprendenti e fortemente innovativi - ha detto Adalberto Perulli, professiore ordinario di diritto del lavoro a Ca' Foscari e direttore del centro studi giuridici dell'ateneo veneziano -. Ora disponiamo di uno strumento prezioso per il futuro della giustizia. Non si tratta assolutamente di sostituire il giudice con un algoritmo ma, aggiunge Perulli, «di fornire al giudice - ed eventualmente anche agli altri operatori della giustizia - un applicativo ausiliario realmente "intelligente", in grado di rendere più efficiente, consapevole e veloce l'attività decisionale, che rimane e deve rimanere saldamente in capo agli esseri umani».

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