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Giovedì, 2 Dicembre 2021

Vivere e scrivere incrociando le culture: Arianna Dagnino si racconta al Grand Central Literary Festival | VIDEO

La scrittrice e giornalista ha presentato il suo ultimo libro, "Il Quintetto d’Istanbul" nel corso di un evento speciale proposto dal Grand Central Literary Festival, la rassegna letteraria che porta gli autori nel cuore di Mestre

Da Vancouver a Mestre per presentare il libro Il Quintetto d’Istanbul: la scrittrice e giornalista Arianna Dagnino ha raccontato la sua ultima fatica letteraria nel corso di un evento speciale proposto dal Grand Central Literary Festival, la rassegna letteraria che porta gli autori nel cuore di Mestre.

L’incontro – promosso con il patrocinio di Ca' Foscari Alumni e dell'Associazione Culturale Animare Venezia – si è tenuto ieri pomeriggio ed è stato condotto da Roberto Bonzio, giornalista e autore di Italiani di Frontiera, e da Silvia Scagnetto, ideatrice del festival. Tanti i temi trattati che hanno attirato l’interesse degli spettatori: dagli intrecci culturali al fenomeno del neonomadismo. 

Con Il Quintetto d’Istanbul Dagnino dà vita a un immaginifico salotto letterario lungo le rive del Bosforo, nel quale intervista cinque scrittori che, con lei, condividono una "vita mobile": «Sono autori che hanno attraversato le frontiere e che si sono sviluppati personalmente e professionalmente attraverso una sorta di peregrinaggio fisico, mentale e culturale» ha raccontato. Il libro, come ha spiegato l’autrice, è una vera e propria creative nonfiction, un genere letterario ibrido all’interno del quale confluiscono interviste, frammenti autobiografici, inserzioni di viaggio e note accademiche. 

A guidare il lettore lungo suggestioni e ambientazioni eterogenee vi sono Ilija Trojanow, Brian Castro, Inez Baranay, Alberto Manguel e Tim Parks: un inedito quintetto di autori legati dalla propria fede nel transculturalismo letterario. «Questo termine definisce una sensibilità che porta l’individuo ad immergersi in una cultura diversa – ha piegato Dagnino –. A differenza del multiculturalismo, che è una pratica prettamente politica adottata dagli stati nazionali, il transculturalismo è un approccio individuale alle differenze culturali, un processo attraverso il quale capiamo meglio anche noi stessi». 

È curioso parlare di dissoluzione dei confini culturali e neonomadismo in un momento storico in cui l’emergenza sanitaria ha fortemente influito sulla mobilità sociale: «Siamo in una fase, soprattutto per colpa del Covid, in cui si riscontra una certa tendenza a rinchiudersi entro i propri confini nazionali. Nelle nuove generazioni, tuttavia, percepisco un desiderio particolare di oltrepassarli. Rinchiudersi, a livello di comunità, è sempre molto rischioso perché la collettività vive, matura e si arricchisce soprattutto grazie alla condivisione di conoscenze, esperienze e culture differenti. Penso che si debba sempre trovare il giusto equilibrio tra mantenimento dei confini e apertura al diverso» ha concluso l'autrice.

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Chi è Arianna Dagnino

Genovese, è scrittrice, giornalista, traduttrice letteraria e docente presso la University of British Columbia a Vancouver, in Canada. Ha vissuto in Inghilterra, nell’ex Unione Sovietica, negli Stati Uniti, in Sudafrica e in Australia, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Letterature Comparate alla University of South Australia. Ha collaborato con importanti case editrici italiane e le maggiori testate giornalistiche nazionali. È autrice di saggi, numerosi articoli accademici e romanzi. Il Quintetto d’Istanbul (Edizioni Ensemble) è la sua ultima opera.

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