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IoApro, ristorante "Quattro forchette": «Se non lavoro non pago il mutuo. Basta "terrorismo" psicologico»

William, il titolare del locale rimasto aperto nonostante le restrizioni, spiega: «La paura delle multe ha scoraggiato i clienti. Io farò ricorso per le sanzioni. La classe politica attuale? Dovrebbe vergognarsi»

Ci aveva confidato che aveva piacere di tenere aperto il suo ristorante e di aderire all'iniziativa "IoApro" perchè il lavoro è un diritto e, in questo momento storico, una necessità vista una famiglia da mantenere e una vita da portare avanti. 

«Basta terrorismo psicologico sulle persone»

William interviene all'indomani della notizia dei "13mila euro" di multa ai clienti del suo locale. Una notizia che lui, titolare del locale "Quattro forchette" di Marcon, tiene a spiegare: «Avrei piacere di raccontare bene cosa è successo. Per iniziare addirittura vorrei precisare che, per loro stessa ammissione, al momento non sono a conoscenza di multe comminate alla maggioranza dei miei clienti, mentre posso confermare che io sono stato sanzionato praticamente già il giorno dopo. Detto questo vorrei fare un appello affinchè si cerchi di comprenedre le nostre ragioni e si smetta di incutere paura: innanzitutto in noi poveri lavoratori che decidiamo, per necessità non certo per velleità personale, di continuare a lavorare. E in secondo luogo nei confronti della gente: le persone sono stanche, spesso vogliono solo tornare alla vita normale».

Uniti

Il ristoratore continua: «Dovremmo essere uniti in questo momento nel chiedere fosse garantito il lavoro, la dignità e le libertà. Dovremmo essere, se non altro, compresi. Ma il problema, comunque, non si ripresenterà facilmente: i giorni successivi l'iniziativa non ho più avuto praticamente clienti, nonostante le telefonate di solidarietà. Il "terrorismo psicologico" al momento ha dato i suoi frutti. Tengo comunque a precisare che il cliente che dovesse essere sorpreso a mangiare la sera, qualora decidesse di pagare la sanzione anzichè ricorrere, se lo fa entro cinque giorni, potrebbe pagare "solo" 280 euro».

«I politici che si vergognino»

William chiede alla classe politica di mettersi una mano sulla coscienza: «Naturalmente la multa non la pago, ho fatto ricorso. Non stiamo facendo nulla di male se non far valere i nostri diritti: la vita deve andare avanti con o senza presunta pandemia. Inoltre per quanto mi riguarda sono rimasto con gli spiccioli in tasca. Ho da pagare l'asilo di 500 euro, il mutuo della casa, le bollette. Vale la pena ricordare che il mio mutuo si era bloccato per un anno ma il prossimo mese ripartirà. E se non riuscirò a pagarlo, non certo per mia negligenza, mi dite voi cosa farò? Dove andremo io, la mia famiglia e i miei figli? E non sono certo l'unico in questa situazione. Vorrei chiedere ai politici responsabili di questo scempio: quando vi guardate allo specchio la mattina non vi vergognate nemmeno un po'?» conclude con amarezza.

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