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Certosa: «Patrimonio di tutti». In centocinquanta collegati per il futuro dell'isola

La discussione promossa dal gruppo consiliare Terra e Acqua che ha depositato due interrogazioni sullo sviluppo attuale dei progetti rispetto al piano del parco originariamente previsto

Centocinquanta persone collegate, l'accesso impossibile alla videoconferenza di giovedì sera, in cui il gruppo consiliare Terra e Acqua ha discusso pubblicamente del futuro dell'isola della Certosa e delle due interrogazioni depositate per conoscere lo stato di avanzamento del parco, originariamente approvato, che ai gruppi firmatari non sembra in linea con quanto oggi si vede sulla splendida isola a poche centinaia di metri da San Pietro di Castello (e a due chilometri da San Marco).

La variante

«Osservata speciale è la variante del 2019 autorizzata dal Comune con una delibera di giunta del 2018 e di cui, solo fino a pochi giorni fa, fuori dagli uffici comunali, nessuno sapeva nulla - si legge sulla pagina Facebook del gruppo - Ciò che emerge da un accesso agli atti effettuato dal consigliere di Terra e Acqua Marco Gasparinetti solleva qualche dubbio sul piano di “valorizzazione” dell’isola. Il Demanio ha dato la Certosa in concessione al Comune di Venezia che, a sua volta, ha individuato nella società Vento di Venezia il partner privato per realizzare le bonifiche e il progetto di recupero a parco urbano. Ora, carte alla mano, tra gli interventi di riqualificazione dell’isola compaiono grosse novità: dalla piscina galleggiante alla spiaggia attrezzata, dalle nuove dépendance vista laguna al chiosco gourmet, dall’ampliamento dell’albergo all’orto con le vigne». Il gruppo si è recato sull'isola dove ha girato un video, «per verificare lo stato di avanzamento lavori e le aree interessate dai nuovi progetti».

La fruibilità

Ieri decine di interventi si sono soffermati sulla bellezza e l'integrità di quei terreni, sottolineando la volontà di molti, militanti anche in altri Comitati e gruppi a difesa dell'ambiente e del territorio, di bonificare e rigenerare lasciando inalterato il patrimonio e a disposizione di tutti. Di questo si è parlato anche in riferimento alla sosta delle barche private sui pontili che potrebbe diventare a tempo e a pagamento, come le strisce blu, probabilmente nel tentativo di regolare i flussi dei visitatori sull'isola, salvo creare delle strutture turistiche che di fatto andrebbero a rendere "esclusiva" la fruibilità di questi luoghi incantevoli.

Le aree verdi

La seconda interrogazione è stata presentata dalla consigliera Sara Visman (5 Stelle) è stata sottoscritta anche dai consiglieri Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme!), Marco Gasparinetti (Terra e Acqua), Gianfranco Bettin (Verde Progressista). «Era il 2009 quando si parlò di parco urbano - è intervenuta Visman - La filosofia degli interventi era chiara, e riguardava la realizzazione dell'area verde per funzione ricreativa, ambientale e culturale. Dell'area giochi non abbiamo contezza al momento, e sul parco urbano dev'essere garantita l'accessibilità con mezzi privati o pubblici, in collaborazione con l'amministratore unico Vento di Venezia. Va specificata la gestione degli ormeggi con prenotazione specifica e tariffario (sono una cinquantina ora). Spero in una commissione al più presto in cui si possa chiarire come l''amministrazione intenda garantire il parco urbano e l'area giochi e con quali tempi. Si tratta - ha concluso Visman - di soldi nostri e in origine il progetto prevedeva che il parco fosse un allargamento della città».

L'interrogazione 

«Caratteristiche principali del parco urbano sono, ad esempio, l'individuazione di: aree gioco comprese strutture ludico-sportive, anche per i ragazzi portatori di handicap fisici e mentali e strutture ludico-sportive per adulti e anziani, aree sport, aree sosta, percorsi pedonali e superfici pavimentate da risultare facilmente accessibili anche da passeggini e carrozzelle per disabili come anche il fornire strumenti per la didattica e la formazione civica - si legge nel testo della seconda interrogazione -. L'isola della Certosa, (bene demaniale vincolato con decreto ministeriale del 1.12.1961) è una delle più estese della laguna di Venezia: ha una superficie di circa 24 ettari. Il Comune è attualmente titolare di una concessione della durata di 99 anni e nel 2010 ha dichiarato l'interesse pubblico individuando la società Vento di Venezia al fine di realizzare e gestire il parco con attività economiche in grado di sostenerne i costi. Considerato che dall'amministratore della società si evince che l'intenzione è quella di regolamentare tutti gli ormeggi (anche quelli oggi liberi) attraverso prenotazione con specifica applicazione, e che tutti i lavori, finanziati in larga parte da fondi pubblici, sono stati effettuati in condizioni di deroga ai piani vigenti, con l'interrogazione si chiede un aggiornamento sugli interventi, ad esempio l'area giochi attrezzata, e di chiarire in Commissione se le dichiarazioni di Vento di Venezia di puntare alla programmazione dell'uso di ormeggi a tempo e con tariffario non rappresentino un ostacolo alla libera fruizione del parco» (in basso cerchiate le casette sugli alberi che la Soprintendenza ha bocciato).

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