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Isola della Certosa

Isola della Certosa

Certosa, Italia Nostra: «L'isola ora appartiene al Demanio»

L'associazione: «Se il programma di valorizzazione avrà efficacia patrimoniale, con approvazione in Consiglio comunale, restano dubbie la privatizzazione degli spazi acquei, la concessione fino al 2106 e la proprietà dei beni costruiti sull'area»

Giovedì scorso, in un'assemblea pubblica su piattaforma web organizzata dal gruppo 25 Aprile, dopo 2 interrogazioni dei gruppi consiliari di opposizione, sono emerse preoccupazioni circa la possibilità di accedere e fruire liberamente dell'isola della Certosa a poche centinaia di metri da San Pietro di Castello (e a due chilometri da San Marco). La gestione, attraverso la concessione del Comune a Vento di Venezia, è in capo a questa società cui spetta la realizzazione del parco, dell'area giochi e dell'attrezzatura sugli spazi verdi, per riqualificare e migliorare la frequentazione di questo angolo di paradiso. È apparsa però una regolazione degli accessi alla Certosa con prenotazione su App e posti barca a tempo e a pagamento. Per questo sono emersi dubbi, e qualcuno ha chiesto informazioni. All'aspetto della friubilità si è aggiunto quello della tutela ambientale. 

Italia Nostra è preoccupata: «per la grave perdita di biodiversità degli ecosistemi insulari e per la salvaguardia dell’intero sistema Certosa-Vignole-Sant’Andrea dal grande valore paesaggistico, naturale e storico-identitario (hanno anche una valenza affettiva per i residenti)». In seguito al ricorso presentato dall'associazione al Tar (tribunale amministrativo regionale), il tribunale con sentenza del 26 maggio 2016 ha annullato la delibera del Consiglio comunale del primo febbraio 2016, che approvava i due programmi di valorizzazione (sostanzialmente basati su una futura gestione privata) dell’isola della Certosa e del Forte di Sant’Andrea. «È stato disposto il trasferimento dallo Stato al Comune con le procedure del federalismo demaniale (attualmente il Comune è concessionario della Certosa in base alla legge speciale del 1984). L’isola della Certosa e il Forte di Sant’Andrea sono ancora di proprietà dello Stato italiano», scrive Italia Nostra.

Il programma definito di valorizzazione del Forte di Sant'Andrea presentato nel 2016 per l'associazione non è più attuale. «Aveva come presupposto l’assenza di fondi pubblici per terminare gli interventi (iniziati negli anni Ottanta) e la necessità che i lavori venissero terminati da privati (che in cambio avrebbero avuto la concessione del forte per decenni). Ora sono stati stanziati 5 milioni di euro dal ministero dei Trasporti per misure di salvaguardia complementari al Mose, e si attende che il provveditorato avvii i cantieri». Una nuova delibera di giunta del 22 novembre 2018 approva nuovamente il programma di valorizzazione dell’isola della Certosa: ma per avere efficacia patrimoniale (il trasferimento dell'isola al Comune) deve essere approvata dal Consiglio comunale.

Per Italia nostra, «ci sono elementi di preoccupazione. Utilizzando il comma 349 della legge 205 del 2017 (legge finanziaria 2018), si pongono le condizioni per la futura “privatizzazione” degli spazi acquei circostanti l’isola. Si assegna inoltre a un privato l’isola fino al 2106 (integrando una vera e propria “concessione di lungo periodo”), in contrasto con il decreto del presidente della Repubblica del 2005 “Regolamento per la gestione degli immobili dello Stato” che non consente ai concessionari, in questo caso il Comune di Venezia, di sub-concedere i beni che vengono loro affidati. Infine, si attribuisce la proprietà degli edifici che saranno costruiti sul sedime demaniale al gestore dell'isola, in contrasto con quanto disposto dall’articolo 952 del codice civile che concede la facoltà al solo proprietario (che è il demanio). Presenteremo - conclude l'associazione - un dettagliato rapporto di quanto accaduto all’Agenzia del demanio e alla Corte dei conti affinché possano essere accertate eventuali responsabilità».

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