Garage San Marco ed ex ospedale al Mare: Italia Nostra anticipa il Consiglio

Le questioni all'ordine del giorno domani, giovedì 25 giugno

Ex ospedale al Mare del Lido, archivio

Con un documento Italia Nostra, prima del Consiglio comunale previsto per domani giovedì 25 giugno, torna sulla questione dell'ampliamento del Garage San Marco e sull'ex ospedale al Mare. 

Torre piezometrica

Uno studio di ingegneria del novembre 2012, ricorda l'associazione, e poi una dichiarazione dei Lavori Pubblici del Comune di ottobre 2013, parlarono di necessario abbattimento per un presunto rischio statico. «Palese che non sia avvenuto né l'abbattimento né il crollo dell'opera e che non sia stato preso alcun provvedimento di messa in sicurezza». Per il manufatto, allora vincolato, esisteva l’obbligo di garantirne la conservazione. «Questa sezione, assieme a Venezia Cambia e CaaL (Comitato ambientalista altro Lido), aveva scritto nel dicembre 2015 alla Soprintendenza veneziana chiedendo la riapposizione del vincolo quale testimonianza della cultura tecnica ed architettonica. In tale lettera si è ricordato che la struttura fu realizzata nel 1914 ad integrazione di un grande cisternone realizzato alla fine dell’800 (1884). La costruzione denota qualità ingegneristica ed architettonica, in linea con lo stile Liberty. Ed è perfettamente funzionante assieme all’adiacente cisternone anch’esso funzionante seppure in misura ridotta per via di infiltrazioni nella parte inferiore», scrive l'associazione. La demolizione, decisa con delibera di giunta per lasciare spazio all'ampliamento del garage è funzionale alla compravendita avvenuta tra la società Veritas (a controllo pubblico, gestore del servizio acquedottistico) e la società privata Garage San Marco, con nuovi 450 posti macchina. «Condividiamo la preoccupazione sia per la distruzione di un bene di notevole interesse, sia per l'aumento che avverrebbe di arrivi di automezzi, proprio sotto a quel People Mover realizzato per ridurre il traffico automobilistico».

Centri benessere

L'altra questione all'ordine del giorno in Consiglio comunale domani è l'ex ospedale al Mare del Lido. L'area è pronta ad ospitare due resort privati, con l'abbattimento del monoblocco e di altri padiglioni situati dopo la chiesetta. Per anni, ricorda Italia Nostra, questo vasto complesso è stato lasciato in stato di abbandono e degrado, fino a quando nel 2017 sembrava che il destino dell'ex ospedale, con Cassa Depositi e Prestiti (proprietaria dell'area), fosse quello di diventare un moderno e attrezzato centro benessere, con cure anche di tipo sanitario. «Sarebbe stata una vera novità - scrive l'associazione - capace di creare utili posti di lavoro tenendo assieme le ragioni dell'economia e dell'ambiente. Quel progetto non ha avuto seguito. Le attuali proposte (Club Med e TH Resorts) presentano gravi criticità. 

Demolizione edifici

Cassa Depositi e Prestiti, il 28 maggio scorso, ha chiesto alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale di esaminare la possibilità di demolire ben 5 edifici rigidamente vincolati dell’ex ospedale al Mare: Padiglione Vicenza, Padiglione Verona, Padiglione Venezia, Padiglione Belluno e Padiglione Orfani di Guerra. Furono dichiarati tutti di interesse culturale, con decreto del 20 maggio 2008 dal direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Ugo Soragni. Ora se ne chiede la totale distruzione in contrasto con l’articolo 20 del Codice dei beni culturali che stabilisce: "I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti a usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico o tali da recar pregiudizio alla loro conservazione". Per la legge, «la singolare struttura a padiglioni dell’ospedale al Mare è di estremo interesse perché vede al suo interno esempi di architettura del primo Novecento». La distruzione di 5 padiglioni altererebbe il “complesso monumentale”.

Piano Socio-sanitario del Lido

Per l'avvio dei progetti turistici, inoltre, Cassa Depositi e Prestiti indica la demolizione del Monoblocco. Per Italia Nostra «esistono fondati dubbi sulla reale possibilità di aumentare la qualità dell'offerta sanitaria a fronte di una diminuzione delle superfici adibite a questo scopo (da 6.300 metri quadrati a poco più di 4.600). L’unico ente che potrebbe “certificare” il mantenimento e l’incremento degli standard sanitari è l’Ulss3 che, tuttavia, in tutta questa vicenda non si esprime, e non produce l’unico documento utile a fornire adeguate garanzie ai cittadini: il nuovo Piano Socio-sanitario del Lido.

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Valenze ambientali

Il 9 giugno scorso, in V Commissione, esponenti degli Studi Cz e King-Roselli hanno proiettato una slide che riprende una cartografia tratta da uno studio: “Pregio naturalistico del settore costiero antistante l'ex ospedale”, pubblicata nel 2017. «La cartografia riporta una situazione totalmente difforme da quella contenuta nello studio originario - per l'associazione - Nella slide viene indicata come degradata un'area che presenta tipologie vegetazionali di elevato valore naturalistico. In questo ambito - dice Italia Nostra - sono possibili e auspicabili solo interventi di restauro ambientale. L'errata interpretazione del valore dell'area appare incomprensibile. Riteniamo irrinunciabile mantenere: l'integrità del complesso in tutti i suoi padiglioni; la salvaguardia ambientale, la qualità e l'incremento dell'offerta sanitaria; la possibilità di libero accesso nell’intera area e la fruizione pubblica del teatro Marinoni e della chiesetta».

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