La ministra Lamorgese a Dolo per l'inaugurazione del centro studi sulle mafie

La politica e la società civile assieme per una iniziativa che vuole avere una forte valenza culturale. A marzo la decisione sullo scioglimento del Comune di Eraclea

Al centro, la ministra Lamorgese

Dolo - lungo quella stessa Riviera del Brenta che fu il fulcro del potere delle bande della "mala" - ospita da oggi gli spazi del Centro di documentazione e inchiesta sulla criminalità organizzata del Veneto. La cerimonia si è svolta stamattina, mentre nella nostra regione si svolgono alcuni tra i più importanti processi legati a vicende di camorra e ‘ndrangheta: un segno inequivocabile, secondo i promotori del progetto, che «le associazioni criminali sanno destreggiarsi tra politica ed economia in modo rapido e silente». Un segnale forte è la presenza all'inaugurazione, assieme alle varie autorità, della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese: «Il tessuto economico di piccole e medie imprese è un richiamo per quelli che fanno parte della criminalità organizzata, e il Nord in questo non è esente - ha detto -. Non sono più riconoscibili il 'ndranghetista, il mafioso di una volta. Serve uno sguardo più ampio, non soltanto limitato all'interdittiva; si tratta di una questione che investe tutto il tessuto sociale, la cultura della legalità, che deve essere dentro ognuno di noi perché tante volte si fa finta di non vedere. Queste iniziative servono, perché aiutano l'introduzione di principi di legalità a tutti i livelli». Sull'ipotesi di scioglimento per mafia del Comune di Eraclea, Lamorgese ha detto che il dossier è in fase di verifica e che il termine per la chiusura della procedura è il 18 marzo.

Mafie in Veneto

L’apertura di questo centro - come sottolineato anche dal deputato Pd Nicola Pellicani - rappresenta un fatto di grande importanza, perché «per contrastare la criminalità organizzata è fondamentale un’attività di studio, di conoscenza dei fenomeni mafiosi». Nel Veneto troppo a lungo è stata negata negata l’esistenza delle mafie, in particolare in provincia di Venezia, dove la camorra ha un radicamento che risale ad alcuni decenni fa, com’è stato dimostrato dalla recente inchiesta “At Last”». Accanto all'azione di repressione delle forze dell’ordine e della magistratura, quindi, è serve quella di informazione e prevenzione, per sconfiggere anzitutto il negazionismo e l’omertà. Il centro studi nasce in quest'ottica: fondato dal giornalista Maurizio Dianese, che ha messo insieme altri tre colleghi cronisti autori di inchieste e approfondimenti sulla criminalità organizzata (Gianni Belloni, Antonio Massariolo e Roberta Polese), il centro vuole essere un punto di riferimento per studiare i vari aspetti legati alla "dark economy" del Veneto, elaborando progetti di formazione e informazione sul grado di penetrazione delle mafie e della corruzione. La sede si trova all'interno di uno spazio concesso dall'amministrazione di Dolo, nell’ex sede del giudice di pace.

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Le attività

Il comitato di gestione ha costituito anche un comitato scientifico fatto di docenti universitari, sindacalisti, avvocati,ex investigatori, esperti in materia di traffico di rifiuti, che stanno collaborando alla redazione di “quaderni” che riassumano norme, obiettivi e punti deboli dei controlli sul sistema economico e pubblico in tema di legalità. Tra i partner: le università di Padova e Venezia, Libera, Legambiente, Avviso Pubblico, Arci, Cgil, Cisl e Uil, Confesercenti e Confartigianato. Alcune cose sono già state fatte (convegni, intese di collaborazione, documentazione, predisposizione del primo "quaderno del centro", il sito internet); altre attività sono programmate per i prossimi mesi: un seminario il 18 marzo, un convegno il 23 aprile (a Padova), un altro a giugno; inoltre ricerche sui beni confiscati alle mafie e sui sistemi di sfruttamento in agricoltura. Da notare che, almeno per ora, il centro studi non gode di contributi pubblici.

Tra i presenti c'erano il sindaco Alberto Polo, il prefetto Vittorio Zappalorto, il questore Murizio Masciopinto, il pm Bruno Cherchi, il sottosegretario Achille Variati e molti esponenti politici. Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, ha commentato: «Questa inaugurazione rappresenta un impegno forte in sede locale contro la diffusione della criminalità organizzata. C'è un impegno da parte delle forze culturali e politiche ed è giusto, e bello, che il ministro sia qua». In tema di politica nazionale, e in particolare sulle prossime modifiche al decreto sicurezza che il ministro sta presentando, ha detto: «Bene, saranno modifiche importanti e significativem che cambieranno il senso sciagurato di quel decreto».

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