Sindacati e lavoratori Ames: «Non siamo stati ascoltati». E mettono nero su bianco

«Tutto ciò che va fatto per garantire nidi e asili sani diventa impossibile in carenza di personale. A pagare sono i bambini. Vi spieghiamo perché»

Manifestazione a Mestre mercoledì 11 novembre

Dopo la doppia manifestazione a Mestre e in campo San Geremia di mercoledì, i sindacati affermano che: «i lavoratori Ames non sono stati ascoltati». All'indomani dello sciopero hanno deciso perciò di mettere nero su bianco le ragioni delle loro azioni. «Lo sciopero è un costo - affermano Fp Cgil, Uil Fpl e Csa Ral - specialmente per questi dipendenti che percepiscono 11 mensilità. Non è mai stata chiusa la porta al dialogo, prima della mobilitazione. L'astensione è stata decisa per dare un messaggio chiaro: servono scelte diverse, subito», continuano.

Se le segnalazioni dei problemi «sono quotidiane», spiegano, le soluzioni non mancano, «con un numero adeguato di addetti in relazione agli incarichi da svolgere. Ad esempio, al mattino vanno fatti: triage, sanificazione dei giochi interni ed esterni, degli spazi promiscui, del salone e della stanza del morbido. Alle materne, in aggiunta, vanno sanificati gli spazi motricità e atelier e fatte le pulizie degli spazi comuni degli adulti (uffici, bagni personale, spogliatoi), oltre alla preparazione della biancheria».

Al momento dei pasti, il cuoco non esce più dalla cucina, spiegano. Prepara tutto nei carrelli e le ausiliarie si occupano del resto. «C'è da scodellare, distribuire il pasto, sorvegliare i bimbi. Poi c'è il ripristino del locale refettorio - continuano Fp Cgil, Uil Fpl e Csa - Negli asili grandi, con il doppio turno, se c’è un operatore solo, sospende la sanificazione che poi, causa altri compiti, non può riprendere più. Ci sono casi in cui il personale ausiliario non può gestire contemporaneamente l’accesso alla scuola e seguire i bambini nei loro bisogni fisiologici. Sono esempi, spiegano, di quello che accade quotidianamente. «Sovraccarico di mansioni e confusione nei compiti che impedisce di svolgerli tutti seguendo un protocollo di sicurezza. È bene - dicono - che le famiglie sappiano, per capire che le richieste riguardano i bambini e la qualità del servizio. Per questo non possiamo accettare che si affermi che le richieste sono "uno sciopero politico" o un'azione contro le famiglie».

«La situazione nelle scuole d'infanzia e nei nidi comunali sta diventando insostenibile - scrive la capogruppo Pd Monica Sambo - a rimetterci sono soprattutto i bambini e le loro famiglie. La risposta degli assessori è sbagliata e non aiuta il dialogo, nega l’evidenza della grave situazione di sottorganico che è peggiorata durante il Covid. Ci sono pervenute segnalazioni in cui i bambini non possono essere accompagnati al bagno proprio per la carenza di organico. È urgente convocare la commissione consiliare competente, alla presenza di famiglie, lavoratori e loro rappresentanti».

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