Lavori all'approdo del ferryboat: «Pellestrina completamente isolata»

La denuncia di cittadini e attività commerciali: «Così ci isolano, non possiamo lavorare»

«Pellestrina rischia di diventare l’isola che non c’è, l’isola più isolata del mondo civile». Il grido di rabbia arriva non solo dai residenti, ma anche dagli operatori economici che dell'isola e che da ieri, per tre settimane, rimarranno isolati a seguito dei lavori di consolidamento della piattaforma dell’approdo del ferryboat e la conseguente sospensione delle normali corse Actv. «Sono cose dell’altro mondo – tuona Andrea Vianello, imprenditore artigiano edile di Pellestrina – con questi lavori si è bloccata bloccata la possibilità di muoversi per lavorare, di poter proseguire i già pochi lavori che ci sono per noi. Garantire la mobilità delle persone ma non quella dei mezzi di lavoro e di quanti debbono portare merci e materiali è un’assurdità irrisolvibile, se non facendo gravare ulteriori spese sulle aziende che già oggi sono allo stremo».

Il danno all'economia

La scelta di Actv di garantire il regolare svolgimento delle corse dopo le 17 e nel fine settimana appare incomprensibile a Confartigianato Venezia, secondo cui forse è maturata «dalla scarsa consapevolezza del danno potenziale che una chiusura di questo tipo produce all'economia dell'Isola già in ginocchio tra acqua alta e pandemia e che, lo ricordiamo, non ha altre vie di collegamento dato che la linea del ferry per Chioggia non esiste». Dura anche la presa di posizione del direttore di Confartigianato Venezia Gianni De Checchi: «Non discutiamo sulla necessità di questi lavori – dice  - ma sul modo e sui tempi. Le imprese oggi stanno affrontando la morsa del Covid e i loro fatturati sono a picco, creargli ulteriori problemi oggi significa non comprendere la gravità del momento».

«Ci lascino lavorare»

Confartigianato è intervenuta segnalando la problematica all'assessore Sebastiano Costalonga. «La situazione è paradossale – incalza l'imprenditore del legno Simone Crosara, delegato per Pellestrina della Confartigianato Venezia – eppure basterebbe pochissimo; fare semplicemente come si fa in tutte le parti del mondo: i lavori pesanti si fanno di notte e quelli meno invasivi di giorno, garantendo così la piena efficienza del servizio ferryboat che, per chi vive in isola, è fondamentale; al limite saremmo disposti ad accettare anche uno slittamento dell'inizio lavori a metà mattina, basta che ci lascino lavorare».

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