Campionamenti alle foci dei fiumi, 10 prelievi a norma su 10 nel Veneziano

Presentati giovedì mattina a Chioggia, a bordo del veliero Goletta Verde, i dati relativi alle analisi di Legambiente: solo il campionamento a Porto Tolle è risultato fuori legge

Su undici campionamenti, uno è risultato fuori dai limiti di legge, quello a Porto Tolle (Rovigo). Sono stati presentati giovedì mattina a bordo del veliero Goletta Verde ormeggiato in piazza Vigo a Chioggia i dati del monitoraggio di Legambiente lungo le coste del Veneto, in corrispondenza delle foci di fiumi e di scarichi di depuratori.

Dieci prelievi su undici a norma

Su dieci prelievi effettuati in provincia di Venezia, tutti sono risultati entro i limiti di legge: a Chioggia, in località Isola Verde, alla foce del fiume Brenta; a Cavallino Treporti, in località Punta Sabbioni, alla spiaggia di Punta Sabbioni, al punto di uscita della laguna, alla fine del lungomare Dante Alighieri e alla spiaggia a sud del fiume Sile; a Lido di Jesolo, alla foce del fiume Piave, a Eraclea Mare, alla spiaggia della laguna del Mort, a Caorle, alla spiaggia di piazza Marco Polo, e Porto Falconera, alla bocca di Porto Falconera, e alla spiaggia della Brussa, alla foce del canale dei Lovi.

"A caccia di criticità"

"Quella scattata da Goletta Verde è una fotografia puntuale che, senza volersi sostituire ai controlli ufficiali, punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari. Il problema dell’inquinamento alle foci di fiumi e torrenti è diffuso e spesso li trasforma in fogne a cielo aperto. Ci piace pensare che un giorno questi luoghi possano tornare ad essere balneabili e soprattutto non presentino più le criticità che, in alcuni casi, si presentano da anni, rischiando di compromettere tutto il sistema depurativo di una regione - dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde - Purtroppo la mancata depurazione affligge ancora in maniera drammatica il nostro Paese ma è arrivato il momento di dire basta ad ogni forma di alibi, è necessario intervenire immediatamente anche per non incorrere ulteriormente nelle multe che sono a carico della collettività, come quella che siamo stati condannati a pagare all’Ue da 25 milioni di euro, più ulteriori 30 milioni ogni sei mesi finché l’Italia non si metterà in regola".

"Mantenere sempre alta la guardia"

"Per quanto su undici punti monitorati solo uno sia risultato fortemente inquinato, ovvero la foce del Po - commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - è necessario mantenere alta la guardia su un tema importante, spesso sottovalutato, che determina la qualità delle nostre acque. Considerando che il Parco del Delta del Po è patrimonio Unesco dell’Umanità per la sua prestigiosa riserva di biosfera Mab mondiale è opportuno lavorare a livello territoriale affinché questa realtà venga preservata e non subisca minacce da parte del comparto depurativo. Ecco perché chiediamo alla Regione e alle amministrazioni comunali, in particolar modo dell’entroterra, di non abbassare la guardia sul fronte della depurazione e di utilizzare, laddove necessario, gli strumenti repressivi previsti dalla Legge 68 del 2015 sugli Ecoreati in caso di scarichi illeciti, per esempio".

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