Diciannove casi di legionella in Veneto, quattordici nelle strutture ricettive: come combatterla

Nell'incontro è stata data evidenza dei casi i legionellosi riscontrati l'anno scorso, che evidenziano un trend in aumento dal 2011, passati dai 4 del 2011 ai 19 del 2019, di questi 5 in abitazioni civili e 14 in strutture ricettive del litorale: alberghi, campeggi e centri benesserev

«La legionellosi è una malattia infettiva batterica che si trasmette per via respiratoria ma non tra persona e persona, bensì attraverso l’inalazione di vapori dell'acqua contaminata da rubinetti, docce, impianti di deumidificazione ed altri sistemi di erogazione. Quando le piccole goccioline entrano a contatto con i polmoni insorge la malattia; malattia che nel 2019 ha interessato 19 persone nell’ambito del Veneto orientale, delle quali 14 avevano soggiornato in strutture ricettive del litorale». Il monito è stato lanciato alla Fiera dell'Alto Adriatico dal direttore del dipartimento di Prevenzione dell'Ulss 4, Luigi Nicolardi. Il tutto nell’ambito di un convegno rivolto agli operatori del settore balneare dal titolo “Rischi ambientali da legionella nel settore turistico alberghiero”. 

Info

Nell'incontro è stata data evidenza dei casi i legionellosi riscontrati l'anno scorso, che evidenziano un trend in aumento dal 2011, passati dai 4 del 2011 ai 19 del 2019, di questi 5 in abitazioni civili e 14 in strutture ricettive del litorale: alberghi, campeggi e centri benessere, posti nelle 5 località balneari afferenti all’Ulss4. I punti in cui si sviluppa in genere la legionella si trovano nel circuito dell'acqua calda e in particolare dove la rete presenta “punti morti”. I principali fattori che possono provocare l'insorgenza e lo sviluppo della legionella sono la temperatura dell'acqua compresa tra 20 e 50 gradi centigradi, l’utilizzo stagionale o discontinuo delle rete o di una parte della rete idrica, la scarsa manutenzione degli impianti, la vetustà dell'impianto idrico. Tali fattori  possono essere facilmente eliminati intervenendo con la costante manutenzione degli impianti. Su questo fronte il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Ulss 4 ha elencato le linee guida emanate nel 2015 dal Ministero della Salute, recepite dalla Regione Veneto, che coinvolgono gli operatori del settore turistico-alberghiero obbligati, tra i vari compiti, a dotarsi del documento di “Valutazione del rischio legionella” redatto da una figura competente e finalizzato proprio al controllo ed alla prevenzione del contagio. 

Prevenzione

«Gli interventi di prevenzione sono semplici e alla portata di tutti - ha concluso il dottor Nicolardi – . Si va dalle temperatura dell'acqua mantenuta sopra i 60 gradi nei sistemi di accumulo al far scorrere l’acqua sia calda che fredda da tutti gli erogatori presenti, per almeno 5 minuti prima di occupare le camere; si va dalla pulizia periodica dei serbatoi e dei bollitori di acqua alla costante pulizia dei diffusori d'acqua di docce e rubinetti. Semplici accortezze possono evitare un grosso problema al gestore della struttura ricettiva nel momento in cui l'ospite dovesse essere contagiato da legionella, e possono evitare anche gravi ripercussioni sull'intero comparto turistico alberghiero nel momento in cui la notizia del contagio dovesse diffondersi».

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