Pendolari alle Regioni e a Trenitalia: ripristinare tutte le fasce d'orario

Comitati dell'alto Friuli, di Salzano-Robegano, di Belluno e  San Stino di Livenza in una lettera alle istituzioni e all'azienda: «Contingentamento dei posti a bordo, superato»

Treno regionale Venezia-Trieste, archivio

La ripresa delle attività è ormai totale. I collegamenti garantiti dai treni regionali per migliaia di pendolari ogni giorno invece no. Intere fasce sono rimaste a copertura ridotta come a maggio. Lo evidenziano in una lettera i comitati di utenti della linea dell'alto Friuli, di Salzano-Robegano, di Belluno e  San Stino di Livenza, ai presidenti di Regione del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, agli assessori regionali ai Trasporti e Mobilità, e alle direzioni regionali di Trenitalia.

Copertura del servizio

«Con il ritorno alla normalità riteniamo prioritario tornare nel più breve tempo possibile a una situazione pre-Covid - scrivono - favorendo la mobilità in treno, garantendo la copertura del servizio su tutte le fasce d’orario, eliminando le attuali limitazioni all’offerta, le quali risultano incompatibili con qualsivoglia ripresa». Il rischio, spiegano, in mancanza di una rifidelizzazione dei clienti, è quello di peggiorare la situazione economica generata dai mesi di lockdown e calo relativo della bigliettazione. Solo tornando a fornire un servizio completo si riportano i passeggeri sui treni, evitando il ricorso a mezzi privati, spiegano.

Contingentamento

Per quanto riguarda il contingentamento dei posti a bordo, per i comitati dei pendolari interessati, «vanno riviste le regole del trasporto pubblico locale (tpl) che oggi disincentivano l’utilizzo del treno e rischiano di far implodere il sistema non appena riapriranno scuole ed università. Siamo convinti si debba far viaggiare i treni con la normale capienza e composizione».

Dati sanitari

I dati sanitari del resto sono migliorati, generalmente, per questo nella lettera si si ipotizza, «il ritorno alla piena normalità del programma d’esercizio per l'inizio di luglio. In mancanza del distanziamento sociale la sicurezza dei passeggeri sarà garantita dall’obbligatorietà della mascherina. Se è infatti ammesso viaggiare in auto tra non conviventi con la mascherina, ci domandiamo perché non si possa farlo anche in treno».

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Turismo

«Siamo di fronte - concludono i pendolari - ad una grande occasione di rilancio del treno soprattutto in ambito turistico, per favorire quella ripresa del comparto che l'utilizzo di tutti i posti a sedere sui convogli e l'aumento delle corse vanno senza dubbio a incoraggiare per scoprire le bellezze del nostro territorio, dalle città d’arte, ai borghi antichi alle ciclabili».

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