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Lettera al ministro Franceschini per chiedere aiuti eccezionali a favore di Venezia e Firenze | VIDEO

Il documento, sottoscritto da Confesercenti, richiede al governo l'adozione di misure immediate per incentivare la ripresa. «I flussi turistici del 2019 torneranno tra 4 anni»

 

Due tra le più importanti città d’arte italiane uniscono le forze per richiedere allo Stato sostegni concreti a seguito dell’emergenza sanitaria in corso: Confesercenti di Venezia Rovigo e Firenze hanno, a tal proposito, inviato due giorni fa una lettera aperta al ministro del Turismo, Dario Franceschini. Il documento, che si apre con un grido d’allarme - «Firenze e Venezia sono le due città d’arte che stanno pagando e pagheranno nel medio/lungo periodo, il più alto tributo economico al Covid19» - richiede al governo l'adozione di misure immediate affinché venga incentivata la ripresa economica, turistica e culturale dei due capoluoghi. 

I flussi turistici registrati nel 2019 «ritorneranno tra tre, quattro anni» e complessivamente «ci vorrà forse un decennio per recuperare l'economia che abbiamo avuto lo scorso anno», secondo le stime riportate da Santino Cannamela, presidente di Confesercenti Firenze. «Centri storici come il nostro, o quello di Venezia saranno devastati economicamente da questa vicenda». I primi segnali di ripresa «si vedranno da marzo 2021», ha detto.

La lettera invita il ministero del Turismo a investire su risorse cittadine quali la cultura e il settore dell’offerta turistica: «Sono necessari investimenti importanti per il sostegno e la riqualificazione dei servizi di informazione e di accoglienza turistica secondo i migliori standard europei e per avviare un progetto trasversale fondato sull’importanza della qualità della vita dei cittadini residenti e della loro capacità di accogliere». 

Si auspica inoltre un adeguamento delle infrastrutture e l’integrazione tra i servizi di mobilità e quelli turistici. Anche il commercio viene preso in esame: «Le amministrazioni delle due città hanno già messo in campo diversi strumenti nel tentativo di arginare il proliferare di attività commerciali di tipo turistico a favore delle attività tradizionali e all’implementazione di servizi per i residenti. È possibile ovviamente fare molto di più agendo, ad esempio, attraverso la leva fiscale per l’utilizzo del patrimonio immobiliare privato per finalità estrattive e speculative e affrontare i nodi finanziari e strategici che impediscono un riutilizzo del patrimonio immobiliare pubblico dismesso. Non bisogna però illudersi che questi correttivi, ancorché importanti, saranno sufficienti se non verranno inseriti in una politica più ampia che coinvolga le altrettanto rilevanti questioni del lavoro, della residenza e della fiscalità che potranno essere gestite efficacemente solo nel quadro di una legislazione speciale per le grandi città d’arte».

Gli affitti turistici e le professioni del turismo sono altri due punti rilevanti del documento: per i primi si richiede «una normativa, seria ed intelligente, per regolamentare il settore, con vincoli stringenti, che non solo abbia l’effetto di calmierare il mercato, ma si inserisca in una più generale strategia integrata per mitigare gli effetti dell’overtourism e dell’espulsione dei residenti e delle attività al loro servizio dai centri storici»; per le professioni turistiche - tra cui guide turistiche, ambientali e accompagnatori - si chiede una ridefinizione del mestiere, che garantisca «una specializzazione relativa all’ambito turistico locale, certificata con esami pubblici e aggiornamento continuo, che assicuri elevati livelli di qualità per i visitatori».

Il contenuto della lettera è stato reso noto questa mattina, durante una conferenza stampa presso la sede veneziana di Confesercenti Venezia Rovigo, dal presidente Cristina Giussani, coadiuvata dal direttore Maurizio Franceschi e dal coordinatore del centro storico della città lagunare Emiliano Biraku. In via telematica sono intervenuti anche l’assessore al Turismo del Comune di Venezia Paola Mar e del Comune di Firenze Cecilia Del Re. La risposta non è, ad oggi, ancora pervenuta ma i portavoce si dichiarano fiduciosi del riscontro del ministro Franceschini.

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