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Pietrangelo Pettenò

Pietrangelo Pettenò

Pettenò scrive a Brugnaro: «Incontriamoci, Marco Polo System va salvata»

Un ultimo appello prima dello sgombero degli uffici in cui la società ha sede, a Forte Marghera, previsto per l'11 dicembre

C'è uno sgombero che incombe e l'amministratore di Marco Polo System, Pietrangelo Pettenò, scrive al sindaco Brugnaro per chiedergli di organizzare un incontro, ripensarci ed evitare «ulteriore angoscia e danno a una realtà di riconosciuto successo sul piano locale ed europeo». «Sono convinto che quanto messo in campo in questi tre anni dal Comune di Venezia contro di noi sia sbagliato e ingiusto - si legge nella lettera - Non ho dubbi sulla legittimità, per l’amministrazione comunale, di fare scelte univoche, come cambiare il gestore di Forte Marghera e non ritenere più strategico mantenere la partecipazione a una società europea come il Geie (Gruppo europeo d’interesse economico) Marco Polo System, pur divenuta modello di innovazione culturale a livello europeo. Non è però normale che in tre anni e mezzo non si discuta e non si convochi nemmeno una riunione con una società che ha gestito Forte Marghera per diversi anni e che ha contribuito in maniera decisiva al suo recupero e restituzione pubblica».

«Progetti di recupero, investimenti di alcuni milioni di euro, valorizzazione di un bene prezioso, trasformato da area quasi abbandonata in un luogo tra i più frequentati, dinamici e inclusivi del nostro territorio. Non è normale nemmeno che una società di diritto europeo come Marco Polo System non meriti una discussione sul motivo che spinge uno dei soci fondatori - il Comune di Venezia - a volerla chiudere, nonostante i molti risultati ottenuti. È comprensibile che per scelte di natura politica il Comune decida di smettere di essere socio, ma non si capisce perché lo stesso Comune di Venezia stia provando in tutti i modi a chiudere un società attiva e in forze, che dà lavoro e ne crea».

«Signor sindaco, devo ammettere che proprio da Lei, che ha indiscusse esperienze in campo imprenditoriale e societario, non mi sarei aspettato questo atteggiamento. Società che funzionano, creano lavoro, guidano progetti internazionali, incentivano cultura, che contribuiscono consolidare il prestigio di Venezia in Europa non si meritano continui attacchi, liti in tribunali, sgomberi della sede operativa con la forza pubblica. Mi aspettavo, e mi aspetto ancora, un altro comportamento, di confronto, dialogo e discussione civile: questo è il mio approccio verso le istituzioni. Per il giorno 11 dicembre prossimo, invece, il Comune di Venezia ha arbitrariamente deciso l’ennesimo sgombero forzoso della sede operativa di Marco Polo System a Forte Marghera. Lo sgombero può creare danni all'operatività del Geie, che ha in corso un progetto europeo molto importante per la realtà veneziana (YouInHerit): un progetto che punta alla valorizzazione del mestiere tradizionale dei maestri d’ascia e alla promozione di questa tradizione attraverso il coinvolgimento attivo dei giovani e delle scuole. Questo sgombero, con le modalità previste, potrà avere serie ripercussioni in contesto europeo, essendo ormai entrati nell'ultimo semestre di attività, quella conclusiva, una fase delicata anche sul piano delle rendicontazioni e dei risultati da ottenere come previsto da contratti siglati fra le parti. Signor sindaco, mi appello a Lei perché sospenda questa decisione e la invito, una volta ancora, a un incontro, per trovare insieme un accordo utile e dignitoso».

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