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Foto: Ca' Farsetti, archivio

Foto: Ca' Farsetti, archivio

I familiari delle vittime innocenti delle mafie a Venezia

Il Comune di Venezia con Libera dall’8 al 10 marzo: incontri nelle scuole, seminari pubblici, momenti di formazione e riflessione in vista della Giornata della Memoria e dell'Impegno

I familiari delle vittime innocenti di mafia saranno a Venezia dall'8 al 10 marzo, da tutta Italia e anche dall’estero, per chiedere verità e giustizia, ricordare i loro parenti e trovare, nello stare insieme e nel confrontarsi con la cittadinanza del territorio, la forza per portare avanti la memoria e l’impegno in nome di chi non c’è più. La giunta comunale ha approvato una delibera con la quale si impegna a patrocinare e sostenere Libera nell’organizzazione degli appuntamenti che si svolgeranno a Venezia nell’ambito dell’iniziativa “Orizzonti di giustizia, passaggio a Nord Est”. Saranno proposti incontri nelle scuole, seminari pubblici, momenti di formazione per preparare la partecipazione e la riflessione che culminerà nella ventiquattresima edizione della Giornata della Memoria e dell'Impegno in programma giovedì 21 marzo a Padova. 

Dal dolore all'impegno

«La giunta Brugnaro - ha commentato l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini - ha accolto la notizia della scelta di Venezia come città sede della veglia dei familiari vittime della mafia. Il rapporto tra Venezia e Libera, e il suo fondatore, don Ciotti, è improntato all'amicizia, alla collaborazione e alla condivisione dei valori. Non faremo mancare il nostro supporto organizzativo affinché l'iniziativa abbia il successo che merita e affinché l'appello alla legalità e al contrasto delle mafie acquisti, giorno dopo giorno, sempre più forza». «Negli anni - ha commentato Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera e responsabile di Libera Memoria - questo appuntamento è diventato sempre più un'occasione di partecipazione per tanti familiari di vittime innocenti che hanno effettuato una scelta significativa: trasformare il proprio dolore in impegno, attraverso l'elaborazione del lutto e la condivisione dei propri ricordi».

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