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Anziani, archivio

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L'ira dei sindacati sul lockdown degli anziani: «È segregazione»

Cgil Cisl e Uil Veneto chiedono ancora un incontro urgente all'assessore regionale della Sanità Manuela Lanzarin. Zaia: «Pensare a orari di frequentazione dei negozi a loro riservati»

Una frase che ha fatto discutere quella del governatore della Liguria Giovanni Toti, che ha parlato di lockdown in riferimento alle persone ultrasettantenni, precisando che l'intento sarebbe quello di proteggere le persone più fragili dal rischio di contagio da coronavirus. I sindacati dei pensionati, con le sigle confederali Spi Cgil Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto, hanno reagito rifiutando l'idea di obbligare le persone anziane a rinchiudersi in casa. «Proposta a dir poco vergognosa che si può tradurre con una sola parola: segregazione», affermano.

Orari dedicati

«Questa ipotesi fa rabbrividire e solo a pensarlo risulta devastante sotto tutti in punti di vista - scrivono - Siamo sconcertati anche dalle parole di politici». Per il presidente del Veneto, Luca Zaia, «non si tratta di chiuderli, ma di pensare a delle fasce orarie specifiche per la frequentazione dei supermercati, ad esempio, in modo da alleggerire i rischi». Di fronte a un lockdown riservato agli ultrasettantenni, i sindacati annunciano battaglie: «vogliono segregare in casa gli anziani senza considerare la quasi totale assenza di servizi domiciliari, non solo sanitari ma anche quelli sociali legati, per esempio, alla consegna della spesa».

Gli anziani del Veneto

Per le sigle Spi Cgil Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto, ci sono circa 200 mila anziani in regione non autosufficienti e oltre 360 mila anziani che vivono da soli, di cui circa 77 mila uomini e 283 mila donne. «Se costringiamo queste persone a rinunciare a ogni forma di socialità – concludono i sindacati dei pensionati – per loro è una specie di condanna a morte». I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Veneto, rispettivamente Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Roberto Toigo, chiedono ancora un incontro con l'assessore Manuela Lanzarin sull'emergenza Covid: «servono coinvolgimento e condivisione. La situazione sanitaria in regione sta progressivamente peggiorando». Lo scorso 23 ottobre, all’indomani dell’insediamento della nuova giunta, avevano chiesto un incontro sul nuovo piano di salute pubblica del Veneto, per un confronto sullo stato di attuazione delle misure di potenziamento delle strutture sanitarie. «Non essendo giunto alcun riscontro, questa mattina è stata inviata una seconda richiesta». 

L'incontro con l'assessore

«In queste settimane cresce il contagio - continuano - aumenta la pressione sulle strutture sanitarie, è sempre più difficile per la popolazione accedere alle procedure diagnostiche, si diffondono i contagi nelle rsa (case die riposo), si è aperta una discussione sulle modalità di sorveglianza sanitaria del personale sociosanitario, e si stanno diffondendo i contagi anche nei posti di lavoro. Chiediamo di essere coinvolti per poter condividere le scelte della Regione, per evitare che la situazione sfugga di mano e mettere in campo le necessarie misure con il massimo del consenso».

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