Inquilini Erp: in 600 in corteo a Venezia contro la legge regionale

Al centro della protesta i nuovi criteri di accesso e affitto degli alloggi

Erano più di 600 i cittadini che sabato mattina si sono ritrovati a Venezia per la prima manifestazione regionale per chiedere il ritiro o il blocco immediato della legge regionale erp 39/2017. Al centro della questione, i meccanismi di ricalcolo degli affitti delle case Ater e il rischio di sfratto per molti inquilini, soprattutto anziani, che con i nuovi criteri no avrebbero più diritto all'alloggio pubblico. I manifestanti, che hanno sfilato da piazzale Roma a Campo San Geremia, hanno definito la manifestazione «l'inizio di un percorso che continuerà in tutte le città del Veneto».

«A Venezia moltissimi cittadini stanno organizzando comitati in ogni sestiere e quartiere della terraferma - spiegano dal Coordinamento regionale Inquilini Erp -. Sono state portate sul palco in campo San Geremia le voci di chi sta subendo gli effetti di questa legge indegna. Zaia, Lanzarin e la regione Veneto devono ascoltare le richieste che vengono portate in piazza». «Questa legge non solo colpisce indiscriminatamente migliaia di famiglie venete, ma tradisce la stessa funzione sociale dell’alloggio pubblico, che è quella di calmierare il libero mercato e permettere un offerta equilibrata dell’intero mercato immobiliare - dice Gabriele Scaramuzza, segretario regionale di Articolo Uno, che ha partecipato alla manifestazione -. Tanto più questa funzione è strategica nei centri storici e nei capoluoghi del Veneto, in cui l’assenza di un forte contrappeso di residenzialità pubblica e la presenza di una fortissima componente turistica faranno ulteriormente schizzare verso l’alto gli affitti del libero mercato: ciò cui assisteremo, se questa legge sarà confermata, è una vera e propria divisione per ceti delle nostre città: i ricchi al centro, i poveri in periferia. Saremo a disposizione per creare un fronte che coinvolga tutte le forze sociali, politiche e sindacali».

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