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I professionisti portuali e del settore crocieristico invocano l'intervento del governo | VIDEO

Un centinaio stamattina a Venezia hanno richiesto tutele e interventi: si sono rivolti alla politica locale e centrale

 

Maggiori tutele a sostegno dei professionisti portuali e del settore della crocieristica: sono queste le richieste di un centinaio di lavoratori che, costretti da ormai un anno alla totale inattività a causa della pandemia, hanno manifestato questa mattina in Piazzale Roma, a Venezia.

L’iniziativa è stata indetta dal Comitato Venezia Lavora – composto dagli operatori del porto turistico veneziano – con il sostegno unitario dei sindacati di categoria: «Il nostro è un comitato nato dall’esigenza di portare l’attenzione sui gravi disagi delle tante categorie di lavoratori colpiti dalla gravissima crisi economica causata dalla cancellazione degli scali delle navi da crociera a Venezia – spiega Vladimiro Tommasini, presidente del comitato –. Ad oggi non sappiamo se, come e quando ripartiremo, perciò vogliamo sollecitare la politica locale e centrale a prendere importanti decisioni atte a garantire la sopravvivenza del porto».

Presenti alla manifestazione anche il vicesindaco Andrea Tomaello e l'assessore al Turismo Simone Venturini, il quale ha affermato: «La priorità è quella di difendere il porto e il settore della crocieristica che coinvolge moltissime professionalità: un settore del quale, con l'azzeramento dei fatturati, si comprende ancor di più oggi la valenza strategica ed economica per il territorio. Il governo deve prendere delle decisioni: bisogna, ad esempio, intervenire nell'immediato per attuare le manutenzioni e lo scavo dei canali, rinnovare le concessioni alle imprese, risolvere la questione della conca di navigazione, tenendo presente il blocco della navigazione con il Mose in funzione. E, inoltre, occorre dare concretezza a quanto stabilito nel Comitatone di tre anni fa: dal canale dei Petroli, al passaggio delle navi più grandi a Marghera, fino agli scavi nel canale Vittorio Emanuele e agli arrivi in Marittima delle navi medio piccole. Il porto di Venezia non può essere considerato da Roma un problema: bisogna dare risposte concrete a lavoratori che rischiano di rimanere in ginocchio».

«Il Comune di Venezia ha le idee chiare sul porto – ha aggiunto il vicesindaco Tomaello –, auspichiamo perciò che la stessa chiarezza ci sia anche a più alti livelli istituzionali. Vedremo cosa arriverà dal Comitatone, che si riunirà lunedì prossimo, e speriamo che, anche grazie alla presenza degli operatori qui in piazza, si capisca che c'è bisogno di lavorare e di farlo in serenità».

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