Martedì, 28 Settembre 2021
Attualità Jesolo

Mareggiate, danni enormi. Unionmare: «Rischiamo di perdere tutta la nostra spiaggia»

L'appello di Unionmare dopo le mareggiate dei giorni scorsi, che hanno devastato le spiagge di Jesolo, Eraclea e Sottomarina

«Se non interverremo quanto prima con progetti strutturali, non sarà la Bolkestein a portarci via le spiagge, ma le mareggiate». E’ un campanello d’allarme, l’ennesimo, quello lanciato da Unionmare Veneto, attraverso il suo presidente, Alessandro Berton. Lunedì, il sopralluogo lungo la costa e il punto della situazione, che conferma la gravità della situazione dopo il maltempo dei giorni scorsi. «Con l’aggravante – sottolinea Berton – che abbiamo avuto danni enormi per una semplice mareggiata, ben lontana da quanto avvenuto nel novembre dello scorso anno».

Spariti interi tratti di spiaggia

Le zone più colpite sono state quelle nei comuni di Jesolo, Eraclea e Sottomarina. A Jesolo, nella zona della Pineta sono stati erosi 50mila metri cubi di sabbia. A Eraclea, il Comparto Sa1 (intercomunale Eraclea - Jesolo), di fatto non esiste più. A Sottomarina è stata colpita, in particolare, la zona di Isola Verde, dove sono completamente scomparsi almeno trenta metri di arenile. Salvate dall’erosione le spiagge di Caorle e Bibione, anche se, alla pari delle altre, dovranno affrontare il pesante smaltimento del materiale legnoso lasciato lungo la battigia.

Il problema dei rifiuti spiaggiati

E, da questo punto di vista, si apre un altro fronte, sul quale la stessa Unionmare e le amministrazioni locali si stanno battendo da tempo. Da anni, la richiesta è che il materiale spiaggiato sia considerato biomassa e non rifiuto speciale. Questo "cambio di categoria" permetterebbe di contenere i costi per lo smaltimento. E, anzi, diventando biomassa ci sarebbe la possibilità di un riutilizzo e si avvierebbe un processo virtuoso poiché si genererebbe energia pulita, aggiunge Berton, ricordando la proposta di legge della deputata veneziana Giorgia Andreuzza (Lega). Una proposta che è stata approvata alla Camera ma che è ad oggi ferma al Senato.

Mareggiate, interventi urgenti

«Non è più possibile procedere con interventi a “spot”: vanno avviati piani di intervento strutturali. E per farlo bisogna procedere in due modi», secondo Unionmare. Il primo, «la Regione individui un capitolo di bilancio, agganciato al turismo, dedicato a questo tipo di interventi, che oggi manca; il secondo, una quota dei fondi Next Generation, all’interno della Recovery Fund, sia a sua volta destinata per il turismo balneare, nella fattispecie per la salvaguardia della costa».

Parole condivise anche dagli esponenti veneziani del Pd in Regione: «Il litorale veneto è devastato e purtroppo non è una novità. Non siamo davanti a eventi occasionali, bensì sistemici, per questo servono interventi strutturali, non risposte tampone, utilizzando anche le risorse del Recovery Fund», chiedono la vicepresidente del consiglio regionale Francesca Zottis e il vicepresidente della seconda commissione Jonatan Montanariello insieme al segretario Pd del Veneto orientale Enrico Franchin.

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