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Rendering area ex Galileo a Marghera dello studio Fassi

Rendering area ex Galileo a Marghera dello studio Fassi

La rigenerazione urbana dell'ex Galileo di Marghera non ha più un cuore turistico

L'ostello da 600 posti, cuore del progetto sull'area a fine 2019, è adesso un'opzione mentre emergono altre possibilità come la destinazione di ampi spazi alla produzione artistica e culturale

Forse la pandemia ha fatto perdere attrattività ai progetti che pima avevano al centro la destinazione turistico-ricettiva. Fatto sta che il piano di rigenerazione urbana dei 25 mila metri quadri di area industriale a Marghera, tra via Fratelli Bandiera e via delle Macchine, la zona dell'ex ferriera Preo, del Molo di Venezia e delle ex officine Galileo, non ha più come cuore strategico l'ostello da 600 posti previsto a fine 2019. Lo ha detto l'architetto Silvio Fassi che si sta occupando del progetto. La pratica sull'area di proprietà delle società milanesi Gucada e Honeycomb è iniziata nel 2016, ma per cominciare i lavori occorre l'accordo pubblico-privato per la variante, mentre la trasformazione da zona industriale a direzionale e commerciale è già prevista dagli strumenti urbanistici vigenti (Pi - Piano degli interventi), e il Pat (Piano di assetto del territorio) prevede altre funzioni di carattere più "urbano", quali ad esempio la residenza. Il dialogo con il Comune procede e prevede adesso una destinazione non turistica in favore di spazi per la produzione artistica e culturale tipo loft ricavati dai grandi involucri edilizi ereditati dall'epoca industriale, dal 1920 al 1965 circa.

«Dell'archeologia industriale non verrà abbattuto nulla, c'è un piano di recupero e adattamento degli edifici storici studiati e identificati per conservarli», afferma Fassi. La zona residenziale, su 8 mila metri quadri, prevede 160 abitazioni di 50 metri quadri, per soluzioni tipo co-housing, per lavoratori delle attività del posto, studenti o coppie, con i parcheggi. C'è il mercato alimentare o corte gastronomica, con prodotti a chilometro zero e con la ristorazione, l'area verde nello spazio dietro al Molo di Venezia, una torre di 50 metri, spazi a uso direzionale e commerciale per 10 mila metri quadri e al posto della ferrovia industriale una ciclopedonale o uno spazio aperto al pubblico. Sono comprese anche opere urbane come la rotonda tra via Durando e via Fratelli Bandiera, strategica per la gestione del traffico. 

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