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Mediterraneo: vertice a Venezia per rendere sostenibili le attività umane sul mare

Mercoledì alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista presentato il “Planning the Mediterranean Sea”: progetto di pianificazione dello spazio marittimo co-finanziato dalla Commissione Europea

Mercoledì si è conclusa la due giorni di studio e pianificazione dello spazio marittimo nel Mediterraneo, conferenza europea “Planning the Mediterranean Sea”, che si è svolta alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. È la fase finale dei lavori sui progetti europei “Supreme & Simwestmed” ai quali hanno partecipato i paesi dell’Unione Europea le cui coste si affacciano sul Mediterraneo, l’Unep/Map (ovvero il segretariato per il Piano del Mediterraneo - convenzione di Barcellona del Programma Ambientale delle Nazioni Unite) e la conferenza europea delle Regioni marittime e periferiche. L’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin, è intervenuto alla conferenza. 

Partner e piani di gestione

I partner italiani sono il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e, su indicazione del ministero dell’Università, Istruzione e Ricerca, la comunità scientifica coordinata da Corila, l’associazione scientifica veneziana che, in questo caso, ha coinvolto l’Istituto di Scienze Marine del Cnr e l’Università Iuav. Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, è uno dei mezzi di supporto offerti dalla Commissione e richiede agli Stati membri di emanare entro il 2021 dei piani di gestione degli spazi marini di loro giurisdizione.

L'attività dell'uomo

Il fine principale è rendere possibile una crescita sostenibile delle attività umane che si svolgono sul mare, con benefici che dovrebbero ricadere sia sull’economia che sull’ambiente marino: «Lo sviluppo ordinato e non conflittuale dello spazio del mare – ha esordito l’assessore De Martin – considerando non solo quello che avviene nella superficie, ma anche in profondità, è la condizione necessaria anche per la preservazione delle risorse marine per le future generazioni. Il Mediterraneo è da sempre un elemento di aggregazione tra civiltà – ha concluso l’assessore – e Venezia è da sempre una città ospitale: l’accoglienza però non può essere improvvisata ma deve essere pianificata e programmata». I progetti, durati due anni, hanno preso in considerazione diversi aspetti tecnici, ma sono stati anche occasione di incontro tra le autorità politiche, europee, nazionali e locali. 

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