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Il ministro Garavaglia: «La stagione balneare può partire il 15 maggio»

Incontro con Unionmare, che sta spingendo per avere una data certa di apertura delle spiagge

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha dato rassicurazioni sull'avvio della stagione estiva nel corso di un incontro avuto oggi con Unionmare Veneto: «Il ministro ha dimostrato grande attenzione per la costa veneta - riepiloga Alessandro Berton, presidente Unionmare Veneto - e ci ha comunicato di aver già proposto al ministro della Salute Speranza di aprire le spiagge per il 15 maggio, sulla base dei protocolli della scorsa estate che hanno dimostrato di funzionare». È una buona notizia «in vista della festività di Pentecoste che si avvicina, e che rappresenta un momento importante per il turismo balneare della nostra regione».

La necessità di avere date certe per la partenza della stagione è stata più volte sottolineata dagli operatori ed era la richiesta avanzata per questo incontro, a cui hanno partecipato anche il presidente del sindacato balneari FIPE Confcommercio, Antonio Capacchione, e la presidente SIB Toscana Stefania Frandi. Il lavoro per l'allestimento di alberghi e stabilimenti va pianificato con anticipo, inoltre la clientela deve avere il tempo di programmare le proprie vacanze. E poi, per Unionmare, c'era «l’urgenza di indicare ufficialmente una data certa per non perdere importanti fette di domanda turistica in favore di Paesi competitori». A tal proposito è stato segnalato che diversi mercati esteri (Germania in primis) sono interessati alle vacanze già da maggio, proprio in occasione della festa della Pentecoste.

Garavaglia ha anche in programma l'incontro con una delegazione di sindaci del G20 spiagge, il cui coordinatore nazionale è il sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognotto. L'appuntamento è per il 23 aprile e sarà, secondo Codognotto, «un passo fondamentale nel percorso verso la riapertura delle attività» e «una risposta importante alle nostre richieste, visto che sarà presente la cabina di regia dei sindaci del G20 spiagge che rappresentano le più rinomate località balneari italiane (60 milioni di turisti)». «Da sempre - aggiunge - sosteniamo che la salute è prioritaria ma altresì intendiamo puntualizzare che l’economia legata al turismo da un anno ha pagato un prezzo altissimo, sia in termini di posti di lavoro che di reddito per le imprese del settore. Solo nelle spiagge venete sono operativi circa 50mila addetti e nei giorni scorsi ho letto con preoccupazione le ingenti perdite registrate dai settori dell’enogastronomia, alberghi e tutte quelle realtà che vivono grazie all’economia turistica»

Si conferma quindi il forte fermento di un settore, quello del turismo, che in Veneto prima della pandemia valeva 18 miliardi l'anno, in grossa parte grazie ai flussi dall'estero. Nel 2020, dopo anni di incremento, si è perso il 54% delle presenze, delle quali il 68% relative agli stranieri. Ma la speranza è che il 2021 segni una ripresa decisa delle vacanze in spiaggia (tema che interessa in particolare il litorale veneziano) e i segnali positivi ci sono.

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