Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Zona gialla: Padova e Treviso riaprono i Musei. «Venezia capitale dell'oscurantismo»

Gli appelli delle opposizioni e dei sindacati. Cgil e Uil: «Stiamo decidendo una data per una mobilitazione dei lavoratori e del mondo delle associazioni. Non resta che la lotta»

Musei civici, una mobilitazione dell'estate 2020, archivio

A gamba tesa contro il parmanere della chiusura dei Musei civici di Venezia. «Mentre Padova e Treviso annunciano una prossima apertura dei musei civici (Padova forse già da lunedì prossimo), nessun segnale arriva da Venezia», commenta il consigliere comunale di Verde e Progressista Gianfranco Bettin. A poche ore dal probabile ritorno in zona gialla del Veneto, mentre bar e ristoranti fanno il conto alla rovescia per uscire dalle restrizioni e tornare a ricevere i clienti nei loro locali, per i Musei civici veneziani non sembrano esserci novità. Opposizioni e Funzioni pubbliche Cgil e Uil tornano all'attacco. 

«Che altre città del Veneto, se il Veneto torna in zona gialla, abbiano affermato che riaprirebbero i propri musei è una scelta giusta - affermano Gabriele Scaramuzza e Gianluca Trabucco, segretario regionale e provinciale di Articolo Uno - per tornare finalmente a riavviare il sistema culturale delle città del Veneto. Chiediamo al sindaco di Venezia di essere pronto, se lunedì saremo in zona gialla». «Il Comune di Treviso ha deciso di riaprire i musei gratuitamente per tutto il mese di febbraio, per il benessere dei visitatori, richiamando l'arteterapia - commenta la capogruppo Pd in Consiglio comunale a Venezia, Monica Sambo -. La città resta arroccata nella scelta di tenere chiusi i Musei civici. - Questo - pone dubbi sulla conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale, le attività di studio, di ricerca, catalogazione, programmazione e innovazione. I musei sono un servizio pubblico essenziale».

«Venezia conferma la sua scelta di tenere in cassa integrazione il personale della Fondazione e di non aprire i Musei, candidandosi nei fatti a capitale europea dell’oscurantismo - dicono infine Daniele Giordano e Mario Ragno delle Funzioni Pubbliche Cgil e Uil - . Continuiamo a pensare che l’utilizzo della cassa integrazione in questo caso sia illegittimo. Non sono serviti evidentemente gli appelli dal mondo della cultura, del commercio e dell’artigianato, e tutte quelle richieste anche di aperture parziali. Nei prossimi giorni - concludono Giordano e Ragno - decideremo una data di mobilitazione che coinvolga i lavoratori e il mondo delle associazioni. Non resta alternativa che la lotta», concludono. «Nel convegno che "Tutta la Città insieme!" ha organizzato, "Proteggere i musei chiudendoli? No grazie" i vari direttori dei musei italiani hanno sottolineato l'importanza di tenere i musei aperti - ha scritto il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini -. L'interesse per i musei da parte della cittadinanza si è rivelato altissimo. È una buona garanzia per il successo della riapertura e ottimo volano per le varie attività cittadine, oggi profondamente colpite. Quindi per il bene dei cittadini, per il bene dei lavoratori dei musei, ma anche per quelli di tutte le attività, riaprire lunedì prossimo è necessario».

«L'assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, è pronto a riaprire i Musei civici lunedì - ribadisce - il consigliere Marco Gasparinetti di Terra e Acqua -. 

E a Venezia il sindaco Luigi Brugnaro ha fatto sapere che "i musei non riapriranno prima di aprile, perché senza turisti sarebbe buttare i soldi al vento”. Si tratta di istituzioni civiche che appartengono in primo luogo alla città e ai cittadini. Molti degli oggetti e delle opere che vi sono custoditi si trovano qui per la volontà di alcuni di donare le loro collezioni affinché tutti possano fruirne. Primo fra tutti il Museo Correr, che nasce appunto dalla volontà di un nobile veneziano, Teodoro Correr, di donare le sue sterminate collezioni alla città. Si tratta di luoghi di cultura, aggregazione e anche lavoro continuo: vi sono i custodi, gli addetti alla biglietteria, gli operatori museali, i bibliotecari, i conservatori e anche le guide turistiche abilitate. In questi momenti difficili, ribadiamo la nostra vicinanza a tutte le lavoratrici e lavoratori dei Musei civici e delle cooperative su cui si appoggiano le attività museali».

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