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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Donne, infermiere e operatrici sanitarie: il profilo delle vittime Covid sul lavoro

Venezia la provincia con più morti legate al virus nel Veneto: 7 su 23 decessi ad aprile 2021, dopo 16 mesi di pandemia. Da gennaio 2020 ad oggi sono più di 18.271 i lavoratori contagiati in regione. I dati dell'Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre

Anche a fine aprile il Veneto continua a rimanere sul podio nazionale per numero di denunce di infortunio sul lavoro legate al Covid-19, dopo Lombardia e Piemonte. È questa una parte del racconto della pandemia e dell’emergenza vissuta dai lavoratori in Veneto nell’esplorazione dei dati compiuta da Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre.

Da gennaio 2020 ad aprile 2021 sono 18.271 i lavoratori contagiati in regione e i decessi sul lavoro legati al contagio in Veneto, dopo 16 mesi di pandemia, sono 23 (4 in più rispetto a fine marzo), cresciuti del 3% nel mese di aprile 2021. Venezia è la provincia protagonista del dramma in regione con 7 morti. «Una tragedia soprattutto femminile - sottolinea Rossato - Perché le denunce di infortunio per Covid vedono coinvolte soprattutto le donne con il 74,3% del totale delle denunce registrate in Veneto da gennaio 2020. E anche a fine aprile tale incidenza è superiore a quella della media nazionale pari a circa il 70%. Ora però ci sono i vaccini, il cui effetto si sta facendo sentire sia nel contrastare la diffusione del virus, sia nel ridurre il numero di persone che si ammalano gravemente».

Tra i settori maggiormente colpiti dal Coronavirus in Veneto, troviamo quello della sanità e assistenza sociale (78,4% degli infortuni). Mentre per quanto riguarda le professioni, i più coinvolti sono i tecnici della salute (34,5% di cui l’84% sono infermieri). Seguono: le professioni qualificate nei servizi socio sanitari e sociali (26,9%), le professioni legate ai servizi personali e assimilati (9,9%) e i medici (6,6%). A Verona la maglia nera in regione per il più elevato numero di denunce di infortunio: 4.284. Seguono: Treviso (3.208), Vicenza (3.191), Padova (2.931), Venezia (2.918), Belluno (1.174), e Rovigo (565). «Da gennaio 2020 ad aprile 2021 si sono contati 600 decessi per Covid a livello nazionale. Ancora 49 vittime che si aggiungono a quelle rilevate a fine marzo 2021; e non va meglio sul fronte delle denunce di infortunio per Covid arrivate a 171.804: +3,8 per cento rispetto a marzo - prosegue Rossato -. L’emergenza comunque rimane».

Sul fronte della mortalità per settore, l’89,8% delle denunce di morti sul lavoro per Covid in Italia rientra nell’industria e servizi. E in questa macroarea produttiva con il 26% delle denunce con esito mortale, troviamo ancora il settore sanità e assistenza sociale; seguono con il 13,3% il settore trasporti e magazzinaggi e con l’11,5% dei casi le attività manifatturiere (chimica, farmaceutica, stampa, alimentare); con il 9,7% invece si trova il settore della amministrazione pubblica e difesa e con il 9,4% quello del commercio. Sette contagiati su dieci sono ancora donne. La fascia d’età maggiormente coinvolta è quella tra i 50 e i 64 anni.

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