Mose, lo sblocca cantieri tace su Consorzio Venezia Nuova, Thetis e Comar

Dopo i sindacati il Pd chiede chiarezza sui 250 lavoratori delle società. «Il governo vuole ripartire le risorse della legge speciale con decreto. Sia riconvocato il Comitatone»

Mose, archivio

Il decreto sblocca cantieri del governo Salvini-Di Maio ha rimesso in pista la questione del Mose, del completamento, funzionamento e della manutenzione del sistema di dighe mobili per Venezia. Ma c'è una questione ancora aperta nell'affidamento della partita a un commissario straordinario, ruolo su cui già si è aperto il totonomi. Che posto avranno i lavoratori del Consorzio Venezia Nuova, di Thetis e Comar?

L'emendamento

Sono 250 addetti che hanno lavorato alla progettazione e costruzione del sistema, operando all'interno delle aziende che hanno ruotato attorno al Mose. Non c'è nulla che precisi, ad oggi, se rientreranno o meno nella gestione commissariale stabilita dal decreto governativo. A chiedere uno specifico emendamento al testo del provvedimento, che sta per passare alla Camera, il deputato del Partito Democratico Nicola Pellicani. Già in allarme i sindacati Cgil, Cisl e Uil che sulla vicenda da giorni hanno chiesto un incontro urgente con il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto.

Decreto alla Camera

«Daremo battaglia al governo in Commissione e in Aula per difendere il codice degli appalti, ma anche per difendere i 250 dipendenti - scrive Pellicani - e per costringere il governo a riunire il Comitatone. Gli addetti delle tre società, 250 persone che in questi anni hanno brillato per professionalità e competenza, con lo sblocca cantieri rischiano il posto. Il Commissario straordinario dovrà avvalersi del lavoro di questi dipendenti, che fin dall'inizio sono stati impiegati sugli interventi di salvaguardia della laguna e sulla progettazione del Mose».

Le risorse

Aperta è anche la questione della convocazione del Comitatone, riunito per l'ultima volta nel 2017 durante il governo Renzi. «Merita un approfondimento - prosegue Pellicani - il comma 6ter dell'articolo 4, in base al quale il governo ha deciso di ripartire le risorse della Legge Speciale, 25 milioni per l'anno 2018 e 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024, ovvero complessivamente 265 milioni dovuti agli enti locali, annunciando un ulteriore decreto. Vale a dire che il governo ha deciso di non convocare il Comitatone, bensì di provvedere al riparto delle risorse per decreto, senza confronto con le istituzioni locali. Non era mai accaduto prima».

Il Comitatone

Il Comitatone, organismo collegiale istituito dalla Legge Speciale, cui partecipano il governo e i rappresentanti delle istituzioni locali, «è il luogo dove da circa cinquant’anni vengono discusse e assunte le decisioni e finanziati i progetti e le attività relativi alla tutela e alla salvaguardia di Venezia - conclude il parlamentare -. Evidentemente questa è l’idea di partecipazione e di cittadinanza attiva del ministro Toninelli, che pensa di poter governare Venezia per decreto».

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