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Mose bloccato, di nuovo sospeso il futuro professionale dei tecnici in Thetis

Sembrava dovessero riprendere a volare i protagonisti della progettazione del sistema di dighe mobili contro l'acqua a Venezia. Poi il nuovo stop e la revoca dell'ufficio stampa

Un futuro legato a doppio filo alle vicende economiche e politiche del Mose quello di Thetis, la società che ha messo a disposizione tecnici e professionisti nella progettazione e realizzazione del sistema di dighe mobili a Venezia. Qualche tempo fa la notizia del rilancio e la garanzia della continuità aziendale, anche con nuovi incarichi specifici in laguna e la conservazione dei dipendenti. Poi il blocco al completamento e al funzionamento del sistema ha di nuovo messo tutto in discussione. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo giallo-verde, Danilo Toninelli, non si è mai espresso esplicitamente in merito, seppur da più parti sollecitato. Ora il Mose potrebbe essere affidato a una nuova struttura di gestione creata ad hoc. Ma nulla di tutto questo esiste in via ufficiale. Mentre qualche giorno fa è stata annunciata la revoca dell'ufficio stampa di Thetis.

Compiti e ruoli

Mercoledì gli addetti si sono incontrati con il sindacato Filctem Cgil nella sede dell'Arsenale, esprimendo forti preoccupazioni sul futuro dell’azienda che appare molto confuso. Chiedono una risposta da parte della direzione aziendale sul ruolo di Thetis nei prossimi anni. «Sarà legato al Consorzio Venezia Nuova, attualmente commissariato? Ci sarà uno smembramento con recupero di alcune parti della società e la dismissione di altre, lavoratori compresi, alcuni dentro e altri fuori?». Si chiedono i professionisti di Thetis. «Perché invece non potenziare Thetis per gestire sia le commesse inerenti le opere alle bocche di porto, e legate alla salvaguardia di Venezia, sia quelle di tipo ingegneristico legate alle progettazioni nazionali e internazionali e all’ambiente?», domanda il sindacato.
 

Rilancio e ufficio stampa

«Il tutto comporterebbe un rilancio e uno sviluppo dell’azienda atteso da tempo e una valorizzazione delle competenze maturate in anni di esperienza in laguna, evitando di cedere personale e lavori all’esterno, obbedendo, in questi e altri casi senza riserve, alle richieste del socio di maggioranza e disgregando quindi la struttura di Thetis, per prepararla allo spezzettamento - scrive Filctem Cgil -. Resta immotivata e strategicamente incomprensibile la decisone di chiudere l'ufficio stampa e comunicazione aziendale, per l’importante ruolo che questa funzione ha avuto e dovrebbe continuare ad avere nel comunicare e nel far sapere ai media e all’opinione pubblica in generale le attività e i lavori svolti dalla stessa società. I dipendenti chiedono alla direzione aziendale che ritorni al più presto sui suoi passi».

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