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Catherine Deneuve (foto Massimo Tommasini)

Catherine Deneuve (foto Massimo Tommasini)

Venezia 76: si parte con "La vérité" e "Pelikanblut", i film di apertura che parlano di maternità

Primo giorno di festival al Lido. Presentate le prime due pellicole in concorso Venezia 76 e Orizzonti

È la maternità a dominare le scene dei primi due film presentati alla 76^ edizione della Mostra del Cinema di Venezia, una maternità raccontata in modo diverso, quasi opposto ma che è in grado di colpire lo spettatore e farlo, senza dubbio, riflettere. Esiste davvero un modo giusto di essere madre? È forse questa la domanda a cui cercano di rispondere i registi dei primi due film in concorso alla Mostra del Cinema 2019: La vérité, per Venezia 76, diretto dal regista giapponese Kore-eda Hirokazu e Pelikanblut, per Orizzonti, che vede, invece, la tedesca Katrin Gebbe dietro la macchina da presa. Protagoniste di entrambe le pellicole, due donne ma soprattutto due madri che affrontano questo ruolo con due approcci contrastanti: da un lato una donna che non rinuncia a se stessa e dall'altro una figura femminile che mette la sua maternità al primo posto, fino a spingersi al limite della salute mentale. A interpetarle, magistralmente, Catherine Deneuve e l'attrice tedesca Nina Hoss.

La vérité: una madre egoista o forse un esempio da seguire?

La vérité (The Truth) è il film di apertura della 76^ edizione della Mostra del Cinema e l'ultima pellicola diretta da Kore-eda Hirokazu, regista di Un affare di famiglia, The Third Murder, Like Father, Like Son, che, per la prima volta, si dedica alla regia di un film al di fuori del suo Paese e in una lingua diversa dalla sua con un cast prestigioso che vede nomi come Catherine Deneuve, Juliette Binoche ed Ethan Hawke. È una piccola famiglia quella che viene posta sotto i riflettori da Hirokazuche, con scene girate quasi esclusivamente in interni e riprese in primi piani, scelte stilistiche che accentuano ancora di più la riflessione sui temi trattati come la differenza tra finzione e realtà, l'inaffidabilità dei ricordi e il difficile rapporto madre-figlia. Catherine Deneuve, nel ruolo di una nota attrice francese orgogliosa di una lunga e brillante carriera nel mondo della recitazione, si trova a dover affrontare per la prima volta "la realtà": ovvero quella di aver, apparentemente, fallito come madre. «Io di me stessa ho messo molto nel film - afferma Catherine Deneuve alla conferenza stampa - lo faccio in tutti i film che faccio, anche perché, se non si facesse così, il rapporto con il personaggio sarbbe molto più difficile». Un esempio, il suo, di un personaggio che potrebbe apparire come una cattiva madre, sempre concentrata su se stessa, ma che, guardandolo più nel profondo, si mostra quasi come un modello da seguire, una donna che sceglie di non rinunciare alla sua individualità per essere solo ed esclusivamente madre. Giusto? Sbagliato? Neanche il regista del film dà una risposta precisa sulla questione, poichè, quella di La vérité, a detta sua, è «la storia tra una madre e una figlia che non arrivano a una risposta ma hanno una loro esistenza e cercano di andare avanti, insieme, accettando le loro individualità». 

Pelikanblut: il tema della famiglia declinato in tre generi diversi, thriller, dramma e horror

Diversa è, invece, la chiave scelta dalla regista tedesca Katrin Gebbe che parla di maternità mescolando diversi generi cinematografici e sfociando, perfino, nell'esoterico. Se in La vérité vediamo cosa è disposta a fare una madre per raggiungere il suo sogno, in Pelikanblut abbiamo, invece, la dimostrazione di cosa è disposta a fare una madre per i propri figli, perfino raggiungere l'irrazionalità più totale. Dai toni horror, tutto il film appare come una grande allegoria sulla maternità, già a partire dal titolo che rimanda alla leggenda secondo cui il pellicano avrebbe la capacità di trafiggersi il petto con il proprio becco per dare da mangiare ai propri figli il suo sangue. Un eccesso, anche quello presentano da questo film ma che non manca di adempiere al suo compito principale, quello di far riflettere e muovere qualcosa nello spettatore. Anche in questo caso, come per La Vérité, la regista ci è riuscita in pieno.

Appuntamento clou della giornata è alle 19, quando avrà luogo la cerimonia di apertura del Festival in Sala Grande condotta dalla madrina di Venezia 76 Alessandra Mastronardi, arrivata ieri al Lido. L'attrice presenterà anche la Cerimonia di chiusura il 7 settembre quando verranno annunciati i vincitori dei Leoni e gli altri premi.

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