Tilda Swinton riceve il Leone d'Oro alla carriera | GALLERY

Venezia più forte del virus: oggi l'apertura della kermesse del Lido con il film "Lacci" di Daniele Lucchetti. Un festival inconsueto tra mascherine, sale a capienza ridotta e un muro davanti al red carpet

Tilda Swinton con il Leone d'Oro alla carriera (Tommasini)

È cominciata oggi la 77. Mostra del Cinema di Venezia, che mai come quest'anno ha il sapore della scommessa. Ad inaugurarla è stato il film Lacci di Daniele Luchetti, tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Starnone, e interpretato da Luigi Lo Cascio e Alba Rohrwacher. Madrina della serata di apertura (e poi di chiusura) è stata l'attrice Anna Foglietta. Tilda Swinton ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera.

«Che l'eccezionale contribuito di Tilda al cinema sia omaggiato qui a Venezia è appropriato - ha detto Joanna Hogg, regista e giurata del concorso al momento della consegna, durante la cerimonia di apertura di mercoledì sera - È imbevuta di cinema e lo si vede in ogni suo gesto. Ha ridefinito i confini del cinema e modellato la nostra cultura ispirando generazioni di artisti ad espandere il loro senso della possibilità. Forse non capiremo fino in fondo per molti anni l'impatto che Tilda ha avuto nel cinema, forse non ci basterà tutta la nostra vita».

Swinton, in taliano, ha commentato: «Sono molto fiera e felice di essere qui. I nomi sull'elenco di coloro a quali è stata tributata questa onorificenza sono i nomi dei miei maestri. E, ad ogni modo, io sto appena iniziando». Tilda ha poi concluso il suo discorso con un invito rivolto a tutti ad avere cura del nostro patrimonio culturale e un ringraziamento alla Mostra per la sua presenza in questo anno particolare: «Vorrei dire per conto di tutti noi e insieme alla grande Ann Hui (anche lei Leone d'oro alla carriera di questa edizione, ndr), vorrei ringraziare la nostra sublime Venezia, il festival del cinema più venerabile e maestoso della terra, per aver alzato la sua bandiera quest'anno, l'anno della visione 2020, per ricordarci che certe cose non vanno da nessuna parte. Mentre affrontiamo i nostri conti, mentre impariamo a riporre la nostra fiducia nell'evoluzione e nei suoi inevitabili cambiamenti mentre ci liberiamo irrevocabilmente di quello che ci degrada e ci sconfigge e scopriamo e impariamo ad assumere la responsabilità e ad avere cura di tutti i tesori sia naturali che culturali, possiamo continuare a fare affidamento sul grande, elastico, vasto, selvaggio, brioso, sconfinato e perpetualmente inclusivo stato del cinema».

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A differenza di altri festival del cinema, infatti, la Mostra di Venezia si fa, anche se tra muri, mascherine e distanziamento sociale. Con pochi attori internazionali e tanti italiani. Se negli anni scorsi il pericolo numero uno era il terrorismo, oggi il Lido ha alzato le paratoie per paura del virus. Restano i varchi, per controllare il contenuto degli zaini e il badge degli accreditati. A questo si aggiungerà la misurazione della febbre e l'invito a sanificare le mani. Una cosa è certa: per seguire questo festival bisogna essere digitali e smart, tutto passa per una piattaforma digitale di prenotazione e relativo tracciamento. La conseguenza positiva è un festival paper free.

Va da sé, sono banditi gli assembramenti, motivo per cui il festival rinuncia ad occasioni glamour e di rappresentanza eliminando cene ufficiali, a cominciare da quella tradizionale di apertura che si trasforma in una cena ristretta a giurie e delegazioni, dopo la cerimonia e il film di Luchetti. All'apertura in Sala Grande ci sarà anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, mentre otto direttori di festival europei sono attesi per ribadire l'importanza del cinema.

Film in programma oggi alla Mostra

  • Lacci (Venezia 77. Di Daniele Luchetti, con Luigi Lo Cascio e Alba Rohrwacker)
  • Mila (Orizzonti. Di Christos Nikou)
  • Nak-won-eui-bam (Fuori concorso. Di Hoon-jung Park)

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