Greta Thunberg alla Mostra: «Il film non racconta la mia storia, ma quella di tutti»

Avrebbe dovuto essere presente al Lido per la presentazione del documentario "Greta", ma dopo l'anno sabbatico è tornata a scuola. La giovane attivista si è collegata tra una lezione e l'altra

Il documentario "Greta", presentato oggi fuori concorso (foto Biennale)

Greta Thunberg ha fatto capolino, ma solo in videoconferenza, alla Mostra del Cinema. Oggi, come previsto, è intervenuta nel corso della presentazione del documentario Greta, a lei dedicato, girato dal regista Nathan Grossman. La giovane attivista, tra una lezione e l'altra (dopo un anno sabbatico è tornata sui banchi di scuola) ha voluto portare la sua testimonianza. «Sono contenta che questo film sia alla Mostra di Venezia, è significativo. Vorrei essere una sorta di ponte - ha detto Greta - così da permettere alla persone di capire di più sul cambiamento climatico. Non è su di me, il film racconta una storia che non è individuale attraverso un individuo».

Favino in concorso con Padrenostro

Oggi è stato anche il gran giorno di Padrenostro, film di Claudio Noce interpretato da Pierfrancesco Favino. «Quando Claudio Noce mi ha raccontato questa storia, - ha detto l'attore - mi sono reso conto che stava parlando della mia infanzia, del rapporto con mio padre. Volevamo raccontare il mistero di questo rapporto, qualcosa che riguarda tutti noi». Il film che narra la vicenda, vissuta dalla stessa famiglia del regista, dell'attacco terroristico del 1975 al vicequestore Alfonso Noce, papà di Claudio Noce, da parte dei Nuclei Armati Proletari vuole riportare alla memoria di una generazione definita di invisibili come, da bambini gli attuali cinquantenni hanno vissuto gli anni di piombo e come sono stati vittima di abusi psicologici ed emozionali avendo come punto di riferimento dei padri che li hanno educati al non mostrare mai alcun tipo di vunerabilità. Alla prima del film per il pubblico, questa sera in sala grande alle 19.30, sarà presente anche il leader della Lega Matteo Salvini, presenza che ha subito scatenato qualche polemica. L'attore romano si è, però, subito distaccato dagli aspetti politici definendo il suo film come impossibile da manipolare politicamente e ribadendo che non è stato lui stesso a invitare il ministro in sala. 

Pierfrancesco Favino-2

Alfonso Cuaròn, dopo Roma, torna come produttore esecutivo nel film indiano The Disciple

Il regista messicano vincitore del Leone d'Oro con Roma nel 2018 torna a Venezia nei panni di produttore del primo film indiano in concorso dal 2001: The Disciple. Si tratta di una pellicola diretta dal talentuoso Chaitanya Tamhane, 33enne già premiato nella sezione Orizzonti con il cortometraggio Court nella 71° edizione del Festival di Venezia e già collaboratore di Cuaròn in Roma. Oggi, il giovane regista indiano, ha presentato il suo nuovo film dove la musica è la protagonista assoluta della narrazione. Il personaggio principale del film, infatti, dedica tutta la sua vita a diventare un cantante classico indiano con una devozione e una disciplina tale che lo fanno immergere completamente nel suo sogno artistico. Con il passare del tempo, però, sarà costretto a fare i conti con il mondo reale e tutte le sue difficoltà. È un film che va visto con occhi attenti e ascoltato con orecchie sensibili non solo a cogliere le sfumature della musica ma anche quelle delle emozioni che da essa scaturiscono e il tocco esperto di Cuaròn è sempre una sicurezza.

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Film in programma oggi

  • The Disciple di Chaitanya Tamhane (Venezia 77)
  • Padrenostro di Claudio Noce (Venezia 77)
  • Greta di Nathan Grossman (Fuori Concorso)

Padrenostro di Claudio Noce: tutto sul film con Favino

Tilda Swinton buca lo schermo in The Human Voice di Almodóvar

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