L'amore tra due donne raccontato con delicatezza in "The World to Come", il film in concorso a Venezia

L'opera, diretta da Mona Fastvol, convince soprattutto grazie alle potenti interpretazioni delle protagoniste femminili Katherine Waterson e Vanessa Kirby.

Sono molti i film che raccontano l’amore omosessuale passati per la Mostra del Cinema di Venezia, il più celebre dei quali è sicuramente I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, che vinse il Leone d’oro nel 2005. Ed è impossibile non pensare a questa pellicola quando si guarda The World to Come, il film diretto da Mona Fastvold in concorso al festival cinematografico. 

Per certi versi, l’opera rappresenta il contraltare al femminile del film di Lee: tanto la storia d’amore tra Ennis Del Mar e Jack Twist era fisica e mostrata quasi in modo crudo per esprimerne la potenza, quanto il rapporto tra le protagoniste di The World To Come è descritto con estrema delicatezza: una relazione che viene a tratti sussurrata allo spettatore, proprio come sussurra la voce narrante della protagonista Abigail - interpretata dalla bravissima Katherine Waterson - che racconta la vicenda.

Sullo sfondo delle praterie selvagge della frontiera americana di metà Ottocento, il film narra la storia d’amore tra due donne. La protagonista Abigail conduce un’esistenza infelice gestendo una fattoria insieme al marito Dyer (Casey Affleck). Tutto cambia, però, quando incontrerà la magnetica Tallie, interpretata da un’eccezionale Vanessa Kirby. L’attrazione che ne conseguirà sarà inevitabile e travolgente. 

Mona Fastvold indugia a lungo sui pensieri, sui volti e sugli sguardi delle protagoniste, spiegandone a gran voce le due diverse personalità: tanto controllata e introversa Abigail quanto sicura di sé ed emancipata Tallie. Ma se le differenze tra loro sono evidenti, entrambe devono sopportare il peso di doversi adeguare al ruolo di mogli e madri che la società dell’epoca impone. Non c’è però un’approfondita ricerca sociologica, quello che colpisce lo spettatore è piuttosto l’attenzione con la quale vengono scandagliati i sentimenti delle due donne. Persino il paesaggio rurale e ostico nel quale vivono sembra richiamare il senso di solitudine e malinconia costantemente provato da entrambe: la passione che le travolge sembra infatti essere la naturale conseguenza a due solitudini, proprio come spiegato dalla regista stessa: «I personaggi sono così isolati che le loro esperienze sociali potrebbero essere limitate solo ai rapporti con i loro genitori e fratelli e, in seguito, con i mariti. Abigail e Tallie potrebbero non aver mai provato un'attrazione, una passione o una connessione intellettuale come quella tra loro».

L’interiorità femminile, costantemente raccontata nelle pagine di un diario dalla protagonista, è il vero fulcro della storia. Tuttavia anche l’universo maschile sembra essere indagato con profondità analitica: le reazioni dei mariti alla scoperta del rapporto affettivo tra Abigail e Tallie saranno, alla fine, estremamente differenti.

The World to Come è un film interessante, introspettivo e poetico, retto soprattutto dalle maestose interpretazioni delle protagoniste femminili e da una raffinata tecnica cinematografica. Forse, però, è proprio questa estrema raffinatezza - che si evince soprattutto dai dialoghi e dalle (troppe) spiegazioni fuori campo - ad essere la vera, e unica, debolezza del film, che - a mio avviso - non coinvolgerà fino in fondo il pubblico.  

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