Domenica, 24 Ottobre 2021

"Madres Paralelas" di Almodóvar apre ufficialmente la 78. Mostra del Cinema di Venezia

Il film racconta l’incontro e il legame tra due donne madrilene, la quarantenne Janis (Penelope Cruz) e la giovanissima Ana (Milena Smit). Nonostante un buon ritmo, il film delude le aspettative

Pedro Almodóvar torna a parlare del mondo femminile con Madres Paralelas, il film di apertura della 78ª Mostra del Cinema di Venezia. 

Ad avviare l’intreccio della vicenda è l’incontro in una stanza d’ospedale tra due donne madrilene, la quarantenne Janis (Penelope Cruz) e la giovanissima Ana (Milena Smit), entrambe single e in procinto di partorire un figlio non cercato. Quando le protagoniste diventeranno madri il destino tesserà per loro una trama intricata, fatta di nodi e incroci. 

Il film si sviluppa attraverso un ricco gioco di specchi che, tuttavia, non è retto adeguatamente da una sceneggiatura abbastanza solida. L’intento di Almodóvar è evidentemente quello di raccontare i parallelismi esistenti non solo tra i due personaggi principali ma anche tra gli eventi storici della Spagna e la storia invece personale di Janis e Ana. 

Si parla molto di maternità in Madres Paralelas, chiave che sancisce l’intreccio e unico vero punto di incontro tra la coralità dei personaggi narrati. Le madri illustrate da Almodóvar sono complesse e complessate, infantili nonostante l’età o, per motivi speculari, mature nonostante la giovinezza. Rigettano la propria maternità e spesso la ignorano con forza mentre, in alcuni casi, la impongono a terzi. Altre volte danno alla luce i propri figli ma ne oscurano la memoria, proprio come fece la Spagna con i suoi cittadini durante la guerra civile del 1936-1939, il vero dramma che contorna la trama del film. Ecco allora che le "madri parallele" del titolo non si rivelano essere solo le due protagoniste ma anche la patria natale e la memoria storica tramandata. E, sebbene risulti ammirevole il tentativo di intrecciare il passato e il presente attraverso un’indagine introspettiva dei personaggi, l’intento diventa davvero troppo didascalico. 

Non c’è alcun guizzo nella trama ordita da Almodóvar: gli eventi che si susseguono sono tutti estremamente prevedibili e, nonostante le buone interpretazioni delle interpreti, manca la sana follia e l’originalità narrativa cui il regista ci aveva abituati con alcune sue opere precedenti. Il film risulta scorrevole, perfino piacevole, ma non ha alcun mordente e, di certo, non presenta le caratteristiche necessarie per rimanere impresso a lungo nella memoria dello spettatore, complice anche una certa difficoltà a inquadrarlo in un genere specifico (è un racconto storico? Sentimentale? Drammatico?). 

Madres Paralelas è quindi un’occasione mancata, un raccoglitore di talenti cinematografici non adeguatamente espressi. Piacevole ma tutto sommato mediocre. Da Almodóvar ci si aspetta sicuramente di più.  

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