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Martedì, 30 Novembre 2021
78. Mostra del Cinema

"Dune" è la solita americanata che non va oltre gli effetti speciali

La recensione del nuovo film di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet e Jason Momoa

Futuri immaginari, tecnologia, effetti speciali, colonne sonore strappa emozioni, frasi ad affetto e la classica sceneggiatura dei film che si decide a tavolino debbano avere successo. Dune è la nuova pellicola megalomane di Denis Villeneuve presentata questa mattina al pubblico di Venezia 78 con una blindatissima proiezione e fin troppa attesa. Un film rumoroso, eccessivamente, quasi a voler tenere sempre alta l'attenzione dello spettatore perché la storia da sola non è in grado di farlo. Manca una trama chiara e avvincente, si fa fatica a capire di cosa si stia parlando ma si intende subito in che direzione vuole andare la storia: quella del fare leva sui soliti concetti di potere, forza e di essere i prescelti alla salvezza del mondo visti e rivisti sul grande schermo.

Non basta neanche la bravura di Timothée Chalamet a dare qualcosa in più a questo film, nè la presenza di Jason Momoa (con un personaggio abbastanza inutile) o le bellissime location desertiche perché a questa pellicola del regista canadese di Arrival e Blade Runner manca proprio la sostanza. 

E non è una questione di genere, la fantascienza, dopotutto, è la prima che lascia spazio all'introspezione, essendo essa stessa frutto di un grande atto immaginativo. Ma in questo film non è bastato immaginare un futuro prossimo, navicelle spaziali e poteri mentali eccezionali perché Dune non ha convinto, anzi, ha perfino annoiato.

Spesso si pensa che eseguire un compito alla perfezione equivalga a rendere il prodotto di tale lavoro comunicativo ed emozionante ma al cinema serve tutt'altro. Il cinema ha bisogno di emotività, sensibilità, di onestà e non di soli effetti speciali. Qui, al contrario, siamo di fronte alla solita americanata a cui manca un punto di vista nuovo, una caratterizzazione dei personaggi, un'indagine sulla loro personalità, sulle loro debolezze. Manca un'evoluzione, mancano i dialoghi, l'approfondimento.

A Dune manca il cuore e Villeneuve, questa volta, non è stato in grado difarcelo vedere. 

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