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Serena Rossi sarà la madrina della 78. Mostra del Cinema

Presenterà la cerimonia di inaugurazione e quella di chiusura, quando saranno assegnati i Leoni d'Oro. Il commento a caldo: «A Venezia vorrei ritrovare quei sorrisi dimenticati, vorrei che illuminassero le sale cinematografiche»

Serena Rossi sarà la madrina della 78. Mostra del Cinema di Venezia. L'attrice aprirà la Biennale Cinema 2021 nella serata di mercoledì 1 settembre, sul palco della Sala Grande in occasione della cerimonia di inaugurazione, e guiderà la cerimonia di chiusura sabato 11 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali della kermesse.

Serena Rossi madrina di Venezia78

Nata a Napoli il 31 agosto del 1985, a 16 anni debutta in teatro con “C’era una volta… Scugnizzi”, il musical di successo scritto da Claudio Mattone ed Enrico Vaime. La notorietà arriva nel 2002 con “Un Posto al Sole” e negli anni a seguire con numerose serie di successo per Rai e Mediaset come “Il Commissario Montalbano”, “Il clan dei camorristi”, “Sant’Agostino”, “Adriano Olivetti”, “Che Dio ci Aiuti”, “L’ispettore Coliandro”. Alla 75. Mostra del Cinema di Venezia è in concorso con “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros, per la cui interpretazione vince un David di Donatello, un Nastro d’Argento e un Ciak d’Oro. Nel 2021 è diretta da Tiziana Aristarco in “Mina Settembre”, serie di Raiuno record d’ascolti, liberamente ispirata ai racconti di Maurizio de Giovanni.

«Per un’attrice essere chiamata a rivestire il ruolo di madrina della Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia è un grande onore  - ha detto Rossi - So quanto sia stato difficile sorridere in questo ultimo anno e mezzo. Ma in questo momento così delicato, tenere vivo e forte il desiderio di tornare a fare quello che sappiamo fare, e di tornare a sorridere, è tutto.  Sicuramente la chiusura dei cinema, dei teatri, l’impossibilità di godere di qualunque spettacolo dal vivo non ci ha aiutato a sorridere. A Venezia78 vorrei ritrovare quei sorrisi dimenticati,  vorrei che illuminassero le sale cinematografiche e tutti i luoghi del Festival. Vorrei che si riaccendessero sui volti di chi non ha potuto lavorare, ma che adesso può tornare a sperare, progettare, suonare, recitare, costruire scenografie, scrivere».

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