Giovedì, 21 Ottobre 2021
78. Mostra del Cinema

A Venezia sono lunghi applausi e consensi per il nuovo film di Sorrentino

"È stata la mano di Dio" del cineasta napoletano è stato apprezzato dalla critica. Il Leone d'Oro alla carriera Benigni ha tenuto una masterclass in cui ha reso omaggio ai grandi cineasti del passato

Sorrentino con "È stata la mano di Dio" sbanca a Venezia. Il film in concorso alla Mostra del Cinema ha avuto lunghi applausi e riscosso grande interesse con sale piene in tutte le proiezioni. La seconda giornata del festival è stata tra le più intense con altri due film molto attesi in concorso, entrambi elogiati dalla critica e con ovazioni in sala: il ritorno al cinema di Paul Schrader con "Il collezionista di carte" con Oscar Isaac e di Jane Campion con "The Power of the Dog" con Benedict Cumberbatch, due autori affermati che mancavano da un po' e che sono tornati a convincere la platea.

Dopo il Leone d'Oro alla carriera ieri, l'apoteosi di ieri, per Roberto Benigni è stato il giorno della masterclass, un appuntamento generoso dedicato più che a raccontare se stesso a lodare gli altri, a ricordare i registi che lo hanno segnato a cominciare da Federico Fellini. Benigni ha fatto capire di non avere progetti cinematografici, di essere alla ricerca di idee che lo convincano, «invece comincio a scrivere e poi mi fermo e non vado avanti». 

Consensi per il nuovo film di Sorrentino

"È stata la mano di Dio", il film di Paolo Sorrentino dichiaratamente personale, intimo e autobiografico in cui ripercorre la sua adolescenza a Napoli di tanto amore e altrettanto dolore con la perdita dei genitori a 16 anni, è diverso da tutti i suoi precedenti. «Ero qui a Venezia 20 anni fa con il mio primo film, "L'uomo in più", interpretato da Toni Servillo, mi piace pensare che questo sia un nuovo inizio», ha detto il regista all'Ansa. Un film in cui con grande coraggio fa i conti con il suo passato, segnato appunto da quella tragedia dopo la quale capì meglio cosa voleva fare da grande, ossia il cinema e trasferirsi a Roma.

È di Netflix "The Power of the dog", il western della neozelandese Jane Campion, Palma d'oro per "Lezioni di piano" che le valse anche l'Oscar per la sceneggiatura: ambientato nel Montana nel 1925 è un western ricco di tensioni emotive, un thriller, che mette in scena la rivalità tra due fratelli, il tormentato misogino macho Phil e il debole George che si scatena quando quest'ultimo sposa la vedova Rose e porta a casa il figlio ambiguo. E poi il film di Paul Schrader, "Il collezionista di carte" (nelle sale con Lucky Red da domani, 3 settembre) con una sceneggiatura che funziona ad orologeria (del resto è l'autore delle sceneggiature di "Taxi Driver" e "Toro Scatenato" di Martin Scorsese qui produttore del film).

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