Giovedì, 29 Luglio 2021

Yaroslav Gamolko racconta "la prigionia del Covid" in una suggestiva mostra a Venezia | VIDEO

L'esposizione "Prison Covid 19-21" sarà visitabile presso Spazio Liquido (Castello 103) fino alle ore 19.00 di giovedì 15 luglio. Ingresso libero e senza necessità di prenotazione

Si intitola Prison Covid 19-21 la mostra che racconta i drammatici giorni dell’emergenza sanitaria attraverso venti opere di grande incisività realizzate dall’artista Yaroslav Gamolko, conosciuto anche come Andy Bonaparte. L’esposizione, curata dallo storico dell’arte Mauro Di Vito e patrocinata dalla Provincia di Pavia, si terrà fino al 15 luglio a Venezia, presso Spazio Liquido (Castello 103). 

Il progetto di Gamolko inizia proprio da quel fatidico 9 marzo 2020, quando viene annunciato il primo lockdown: durante quel periodo di isolamento, infatti, il giovane si chiude nel suo garage-atelier di Casorate Primo (PV) e comincia a raccontare il senso di oppressione, la paura del contagio ma anche la speranza di un ritorno alla normalità attraverso colori fluorescenti, collage, resine e diodi illuminati.

«Prison Covid 19-21 ha avuto principalmente origine dalla cronaca e dal realismo informativo – spiega Gamolko mostrando i numerosissimi ritagli di giornale, parte integrante delle sue opere – ma si evolve verso uno stile artistico eterogeneo e d’avanguardia che narra la storia contemporanea principalmente attraverso la tecnica dell'action painting e la Pop Art». Vere protagoniste della mostra, racconta, sono le città che hanno cullato la sua creatività: ad essere esposte sono infatti le mappe di Brescia, Roma, Pavia, Venezia, riprodotte attraverso articoli di giornale e rivisitate secondo l’espressionismo astratto. 

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L’artista ventiseienne disegna fin da bambino ma la svolta avviene nel 2014, quando viene notato da Stefano Bressani nel contesto del progetto Pavia d’artista. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, Gamolko ha improntato il proprio percorso creativo sulla ricerca di nuovi stili artistici, volti a veicolare messaggi d’impegno sociale. Non a caso, una sezione dell’esposizione veneziana è dedicata alla difficile situazione politica in Bielorussia, sua nazione d’origine. 

«È una mostra che parla a tutti perché chiunque ha provato la paura del contagio, l’isolamento e il disorientamento che ne è conseguito – racconta Gamolko –. Il progetto Prison Covid 19-21 continuerà fintanto che si protrarrà la pandemia. Sono già previste, per i prossimi tre mesi, altre esposizioni a Milano, Pavia, Casorate Primo e Brescia. La mostra verrà di volta in volta integrata con ulteriori pezzi: da quando sono qui a Venezia, ad esempio, grazie anche alle suggestioni che mi regala la città, ho già realizzato altre otto opere».

L’esposizione sarà visitabile, con ingresso libero e senza necessità di prenotazione, fino alle ore 19.00 di giovedì 15 luglio, giorno in cui si terrà il finissage con la lettura di alcune poesie di Alexandru Macovei.

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