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'La passione e la visione', Selvatico e Giorgini: "In mostra non le opere ma il loro lavoro"

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il consigliere delegato all’Innovazione e Smart city, Luca Battistella, sono intervenuti martedì, al Caffè Florian, alla presentazione e alla preview per la stampa delle mostre

 

 La Passione e la Visione. Riccardo Selvatico, Giovanni Battista Giorgini tra Venezia e Firenze 1895 – 2018” e “Gli atelier della Bevilacqua La Masa. Mostra di fine residenza 2017 – 2018. “Ci siamo chiesti quali siano le similitudini che accomunano le città in Italia – ha spiegato il sindaco Brugnaro – e che possono essere messe a sistema per imparare e lasciare qualcosa, perché è importante, attraverso la storia, guardare al futuro e non ripetere gli stessi errori. Venezia è da sempre la vetrina internazionale, che ha permesso a tanti artisti meritevoli di emergere, anche grazie al ruolo della Fondazione Bevilacqua La Masa, che ha saputo valorizzare le persone. Selvatico e Giorgini sono stati dei visionari, perché hanno rischiato in prima persona, sono andati controcorrente per portare avanti le loro idee. Ed è quello che stiamo facendo noi con il Padiglione Venezia, o con 'le mani' di Quinn, o ancora con il concorso per giovani artisti con San Paolo del Brasile. Tutte operazioni stimolanti per i giovani e che non hanno costi per la città”.

Biennale e moda

In concomitanza con la 16. Mostra internazionale di Architettura, l'Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con Fondaco Italia, ha presentato negli spazi della Galleria di Piazza San Marco un inedito dialogo tra architettura, moda e arte, che metterà a confronto Venezia e Firenze a partire dalle figure di Riccardo Selvatico e Giovanni Battista Giorgini, che idearono nel 1895 la Biennale e nel 1951 “La Moda Italiana”. Fili intrecciati da un elegante allestimento della Galleria, che si propone di legare insieme le visioni di chi ha ideato uno spazio per l’arte nel senso più ampio del termine. In questo percorso non poteva mancare il racconto di Felicita Bevilacqua La Masa che, con grande lungimiranza, in quegli stessi anni di fine Ottocento, immaginò un'istituzione a sostegno dei giovani artisti.

“La passione e la visione, ovvero il titolo della mostra, sono nelle nostre corde di amministratori - ha detto il delegato Battistella -. Alla prossima Biennale presenteremo un lavoro sui big data, in un crogiolo di arte e di architettura. Avremo modo di vedere che cos'è stata e cos'è la città, smarcandola dall'idea di cartolina, per capire come possiamo pianificarne il futuro”. 

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