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In mostra a Venezia la scultura scomposta di Wallace Chan

Il Fondaco Marcello ospita fino al 23 ottobre l'installazione "Totem": l'opera dell'artista cinese assume una nuova forma in occasione della Biennale

Le monumentali sculture in titanio dell'artista cinese Wallace Chan assumono una nuova forma: al Fondaco Marcello di Venezia, dal 20 aprile al 23 ottobre 2022, è in mostra un'installazione creata con i "pezzi" di una delle sculture di Chan, A Dialogue Between Materials and Time, Titans XIV, opera che originariamente misurava 10 metri.

L'esposizione, curata da James Putnam, illustra il pensiero di Chan (famoso in tutto il mondo per le sue preziose creazioni di gioielleria, oltre che per qulle in titanio) sul legame tra i materiali, lo spazio e il tempo. Il titolo, “Totem”, si riferisce ad uno spirito venerato ed ancestrale, abbina gli aspetti filosofici della fede buddista di Wallace Chan e la sua connessione con gli elementi naturali.

La spettacolarità dell’installazione di Chan non si deve ad una singola opera ma è conferita dalla relazione di interdipendenza tra le sue molteplici parti. Una volta scomposta, l’integrità della scultura come forma unica viene meno, suggerendo la fragilità e l’imminente collasso di un ordine precostituito. L’operazione simboleggia la frammentazione sociale e l’incertezza oggi sperimentate nel mondo, riconducibili a questioni di interesse globale legate all’avvento di politiche estremistiche e agli effetti del cambiamento climatico. Un evento che sarà celebrato con una festa, organizzata da Caterina Ying, per onorare l’artista Wallace Chan che ha scelto di nuovo Venezia come scenografia delle sue prestigiose opere. L’appuntamento è per mercoledì sera, alle 20, nella sala della Musica dell’hotel Ca’ Sagredo.

La mostra

Con la collocazione sul pavimento di porzioni di scultura costituite da travi di ferro e teste in titanio meticolosamente modellate, i visitatori sono invitati ad avvicinarsi agli elementi scultorei da differenti punti di vista, incoraggiando la scoperta di prospettive inedite. L’esperienza straniante di muoversi in mezzo a frammenti di una scultura decostruita amplifica la consapevolezza della relazione tra l’opera e lo spazio circostante. Un diagramma esplicativo che raffigura l’installazione della scultura nella sua interezza è presentato in loco allo scopo di evocare l’attesa mai esaudita di una ricomposizione, di un’unione e di un equilibrio.

«Questa mostra - commenta Wallace Chan - è influenzata dal mio percorso personale di contemplazione e curiosità rispetto alla vita, alla natura e ai misteri dell’universo. Sono interessato ad esplorare il segreto della materia e della forma e comprendere le differenze tra lo spazio illusorio e immaginato e la materia fisica e reale». James Putnam, curatore del percorso espositivo, spiega: «Come suggerisce il titolo, questa mostra è connessa con il principio fondamentale del totemismo il quale definisce l’esistenza di una relazione spirituale condivisa tra gli esseri umani e Madre Natura e che, proprio in forza di questa relazione, ritiene che essa abbia il dovere di contribuire al sostentamento della vita. Il volto calmo ed enigmatico della scultura di Chan si traduce in una forma di spirito mistico, una sorta di totem che esprime lo stato trascendentale dell’unità assoluta».

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