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"Sempre più barche e sempre più grandi, moto ondoso fuori controllo: la laguna è un pericolo"

Ad affermarlo sono un artigiano e un negoziante di Venezia. "Bisogna mettere a posto la viabilità acquea. Siamo arrivati al punto che stare in acqua con una barca piccola è un rischio".

 

 "Grandi barche da turismo creano onde anomale, anche lavorare è impossibile - continua Francesco Di Puppo -. Bisogna istruire meglio i giovani, non tutti hanno l'acquaticità per portare certi motori. Io ho un negozio di cornici. Per consegnarmi la merce i trasportatori aspettano l'una, per trovare una riva e potersi fermare in condizioni sicure, questo perché il traffico è fuori controllo. Nei fine settimana si creano ingorghi di barche e le regole non vengono fatte rispettare, a cominciare dai barconi di ferro enormi, che girano nei canali dove fanno pure fatica a passare".

Autorità unica

Gli fa eco Giorgio Maddalena, artigiano veneziano: "Faccio impianti idraulici, sono artigiano e mi muovo con la barca a Venezia ogni giorno. Vedo imbarcazioni di ogni tipo. Anche molto grandi, come quelle turistiche. È diventato impossibile andare in laguna verso la Certosa, verso il Lido. Ho rischiato di andare a fondo. Una barca di piccole dimensioni non può più stare in laguna, non ce la fa. Questi sì sono problemi per la città. È diventato un caos. Si dovrebbe trovare un'autorità unica che regoli il traffico, perché la suddivisione tra capitaneria di porto, marina militare, finanza, ecc., è controproducente. Se mi devo fermare su una riva in barca, anche per lavoro, io non posso neppure attaccare un occhiello, anche se lo abbiamo chiesto più volte".

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