Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Musei civici chiusi fino ad aprile 2021, Cgil e Uil: «Scelta sbagliata»

Giordano e Ragno: «Nonostante il contributo statale si decide di accantonare ancora. Pagano i lavoratori che hanno già fatto sacrifici: al 100% andranno in cassa integrazione». Lettera al prefetto

Musei civici, Ca Pesaro: foto dal sito MuVe

Musei civici: la chiusura continua fino ad aprile del prossimo anno. La decisione che i sindacati Fp Cgil e Uil Fpl Venezia hanno appreso e comunicato è confermata. I lavoratori, al 50% in cassa integrazione fino a novembre 2020, resteranno tutti a casa, «a prescindere dalla decisione del governo che per ora ha disposto la chiusura dei Musei fino al 15 gennaio».

Una decisione «grave ed incomprensibile - hanno scritto Daniele Giordano (Fp Cgil) e Mario Ragno (Uil Fpl) - e che pregiudica la capacità di ripresa delle attività della Fondazione. Una scelta che va in controtendenza con tutte le esternazioni della giunta Brugnaro. Risulta anche poco chiaro come si siano svolte due sedute della sesta commissione del Consiglio comunale per affrontare le misure di gestione del Covid, dai percorsi al piano informativo, fino all'apertura in sicurezza, per decretare poco dopo il prolungamento della chiusura delle sedi. Non era mai stato fatto cenno a questo. I lavoratori hanno già fatto parecchi sacrifici che non giustificano quanto deciso dalla presidenza e dal Cda».

«Il consiglio di amministrazione vuole risparmiare in tre mesi ulteriori 620.000 euro, oltre al costo dei lavoratori non sborsato finora, quando la Fondazione, proprio grazie ai contributi statali ha prodotto un utile di quasi 2 milioni di euro», hanno continuato i sindacati. Calcolando che il saldo tra mancati incassi e contributi ha riportato in pareggio i conti generando un avanzo. «È sbagliato non riconoscere che quei numeri sono il risultato del lavoro delle persone e non è legato solo alla fruizione delle strutture, ma alla programmazione, alla conservazione dei beni, alla progettazione scientifica e a tutte quelle attività che, se messe in totale sospensione, possono determinare una perdita per la Fondazione».

La Fondazione avrebbe anche comunicato, secondo i sindacati, che «non riconoscerà nemmeno la maturazione delle quote di ferie e retribuzione che si maturerebbe nei periodi di cassa integrazione in assenza di accordo sindacale. Si chiede ai lavoratori e al sindacato di essere corresponsabili di queste scelte scellerate. I lavoratori della Fondazione, in assemblea lunedì mattina, hanno risposto quasi unanimemente rimandando al mittente la proposta. Scriveremo al prefetto di Venezia - hanno concluso Giordano e Ragno - per fare in modo che il governo sia informato di come vengono utilizzate le risorse pubbliche, e di come in questa città si sospenda la cultura a prescindere dalle decisioni governative».

«Peccato che durante la commissione cultura di dicembre proprio la presidente della Fondazione Musei Civici Mariacristina Gribaudi avesse dichiarato “noi siamo pronti, e siamo pronti a ripartire oggi non domani" - ha commentato la capogruppo Pd in Consiglio, Monica Sambo -. Non si capisce quindi questo repentino cambio di idea di cui chiediamo conto anche al sindaco (assessore alla Cultura nonché vice presidente della Fondazione Musei). Il governo ha stanziato più di 7 milioni di euro solo per i Musei civici di Venezia, contribuendo a garantire la tenuta economica della Fondazione. È una scelta miope e profondamente sbagliata tenerli chiusi fino ad aprile e sospendere tutte le attività complementari (quali catalogazione, conservazione ecc). Andrà affrontata anche alla proroga l'emanazione di un nuovo appalto, tema che ha visto fortemente penalizzati in questi anni i dipendenti». «La chiusura dei Musei Civici fino ad aprile è un oltraggio alla città, ai lavoratori, alla vita cittadina - ha scritto il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini -. Ci troviamo di fronte a una scelta, quella della chiusura, che penalizza l’offerta culturale in città, il lavoro culturale, i lavoratori delle attività della piazza e lo stesso bilancio della Fondazione che si trova ad aver sostenuto spese per una attività che non si realizzerà». 

«Si vuole fare della Fondazione Musei Civici un motore di crescita economia e sociale di tutto il territorio comunale. Bene. Ma come? Su quali progetti? Con quali investimenti? Chiediamo al sindaco un dibattito preciso e puntuale. Finora abbiamo ricevuto solo dei sonori "No" a tutte le nostre proposte. Venezia dispone delle competenze, delle idee e delle risorse per fare della cultura un veicolo di sviluppo economico qualificato e di vero cambiamento sociale, ma l’amministrazione deve investire nell'intero settore. Un processo da attivare da subito, che è perseguibile senza indebitarsi, visto l’utile di bilancio della Fondazione stessa. Un piano che non si limiti ad operazioni di facciata o a "risparmi" che tolgono alla collettività più di quanto danno», ha infine detto il consigliere Pd Giuseppe Saccà.

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