Sabato, 19 Giugno 2021
Attualità Marghera

L'11 maggio protesta simbolica dei centri commerciali contro le norme anti Covid

Le saracinesche dei negozi saranno abbassate per alcuni minuti. La richiesta: riapertura immediata nei weekend. Tra gli aderenti la Nave de Vero di Marghera

Alle 11 di martedì 11 maggio i centri commerciali in tutta Italia manifesteranno con il gesto simbolico di abbassare le saracinesche per alcuni minuti. L'intento è chiedere l’immediata revoca delle misure restrittive che impongono a queste attività di restare chiuse nei giorni festivi e prefestivi. Tra le strutture aderenti c'è la Nave de Vero (Marghera), parte della società Klépierre. L’iniziativa, che nel Paese coinvolge 30 mila negozi e supermercati, è promossa dalle associazioni del commercio, Ancd-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Cncc-Consiglio nazionale dei centri commerciali e Federdistribuzione. 

Le associazioni del commercio vogliono dare voce ai 780 mila lavoratori delle 1.300 strutture commerciali integrate che vivono da oltre un anno in un clima di forte incertezza, aggravato proprio da questa norma che impedisce ai negozi di lavorare nei weekend, ovvero i giorni più importanti in termini di ricavi. «Nave de Vero costituisce un motore economico e un presidio occupazionale strategico - dice il direttore della galleria Giorgio Mangia - in virtù dei suoi 115 negozi, dei quali il 10% sono gestiti da imprenditori locali, e di un indotto tra diretto e indiretto che garantisce 1000 posti di lavoro. Inoltre, con i suoi 5 milioni di visitatori l’anno, rappresenta una vera e propria piazza urbana, destinazione non solo per lo shopping ma anche per la ristorazione, il tempo libero e i servizi. Il tutto in totale sicurezza. Alla manifestazione di protesta ha aderito la maggior parte dei negozi del nostro Centro», conclude.

Proprio in tema di sicurezza, la manifestazione intende anche ribadire che i centri, i parchi e le gallerie commerciali «hanno sempre adottato protocolli rigorosi». Pertanto le associazioni del commercio «auspicano di poter avere dalle istituzioni risposte certe e tempestive, per rimettere in moto un comparto tra i più danneggiati dalla crisi, che continua a operare solo parzialmente e senza una chiara prospettiva di ripresa».

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