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Guerriglia a suon di foto e sorrisi: l'artigianato storico di Venezia resiste grazie a Facebook

Cristina Marson, innamorata della città, immortala all'opera i commercianti che nonostante tutto portano avanti le attività tra le calli: "Lo faccio gratis ma vengo ripagata nell'anima"

Una sorta di resistenza. Anzi, una guerriglia con le sole armi delle foto, dei sorrisi e di quella maestria che ancora, nonostante tutto, si cela tra le calli di Venezia. Lì, dove oramai gli affitti si sono gonfiati a misura di multinazionali e grandi marchi, ogni giorno c'è qualcuno che alza la saracinesca e si mette a lavorare né più né meno di come si faceva 30 o 40 anni fa. E' per raccogliere le piccole perle nascoste del commercio veneziano che Cristina Marson, muranese innamorata della città, ha deciso di far uscire allo scoperto attraverso la pagina Facebook "I negozi più belli di Venezia" questi piccoli soldati del commercio di vicinato, pronti non solo a mettere a disposizione del cliente la propria merce o la propria maestrìa, ma anche a intrecciare un rapporto fondato sull'umanità prima che sulla mera transazione economica. 

"Sono ripagata nell'anima"

"Immortaliamo locali, osterie, remeri, negozi storici, librerie, antiquari, tutto quello che fa parte di una Venezia da salvare - scrive Cristina Marson -  Entrare nel negozio di un artigiano, osservarlo mentre lavora, sentire raccontare la sua storia, la sua passione, vedere i suoi lavori, sentire il profumo che emana la sua bottega o laboratorio è un'esperienza fantastica. Perchè Venezia e la sua storia, è fatta di profumi e odori, non di plastica. Ho iniziato questo percorso per l'amore che provo verso la mia città, lo faccio gratis, senza alcun lucro, alcuni mi dicono che sono matta a sacrificare il mio tempo senza esserne ripagata, ma non è così, sono ripagata eccome, nell'anima".

"Venezia è nostra"

La realtà non è certo facile e ciò che sta accadendo negli ultimi anni in laguna è davanti agli occhi di tutti: "Negozi di borse cinesi e oggetti del tutto inutili spuntano ogni cinque passi - continua Cristina Marson - abbigliamento tutto a 10 euro, mascherine scheletriche a 1 euro, souvenir di Venezia made in China, bazar di cianfrusaglie. Eh no, Venezia è nostra, penso sia l'ora di riprendersela un pò alla volta. Quella che vediamo ora, è una Venezia fasulla, che non voglio".

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