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Chioggia, No Gpl: «Conclusioni della commissione parziali, vogliamo valutazione d'impatto completa»

L'associazione respinge le conclusioni della commissione provinciale che si sarebbe limitata all’ambito perimetrale del deposito tralasciando il passaggio delle autobotti e della nave gasiera

Il comitato No Gpl torna a farsi sentire a Chioggia, respingendo le conclusioni della commissione provinciale, che sarebbero limitate al solo impatto ambientale dell’ambito perimetrale del deposito, chiedendo una valutazione d'impatto ambientale completa.

Autobotti e gasiere

Sono stati tralasciati i problemi legati alla viabilità, spiega il comitato No Gpl, con il transito delle 20, 25 autobotti al giorno in città per il trasporto del gas. «Per non parlare alle conseguenze sulla navigabilità - spiega il portavoce del Comitato, Roberto Rossi -. Quello di Chioggia è un porto commerciale con pescherecci e migliaia di imbarcazioni da diporto, non è un porto industriale, come quello di Marghera. E che dire delle penalizzazioni cui verrebbe sottoposta la pesca? Non dimentichiamo - continua - che la nostra marineria è la prima in Italia, perciò queste situazioni non possono coesistere».

Indagini

«Oggi è tutto all'attenzione della Procura della Repubblica di Venezia, c'è un pool di magistrati che sta indagando - spiega Rossi -. Con il supporto della direzione delle Infrastrutture possiamo dire che il transito delle gasiere potrà avvenire non prima della variante del piano regolatore. Perché è tutta l'area ad essere coinvolta, la città, le case, le attività economiche, le scuole, e il passaggio delle autobotti, insieme al transito delle navi, ha un'influenza su tutto il sistema».

Impatto economico

Le conseguenze non mancano neppure a livello economico, spiega il portavoce del Comitato No Gpl  Chioggia. La nave gasiera che si innesta alla bocca di porto, fino al deposito, «penalizza la pesca, ma anche il turismo ne risente. Stiamo infatti valutando con il presidente dell'Autorità Portuale Pino Musolino, la possibilità di far arrivare a Chioggia navi da crociera ma la presenza del deposito gpl rende difficoltosa la coesistenza fra le attività. È stata quantificata in circa 700 milioni la perdita di attività, l'abbassamento del valore degli immobili, del turismo, della pesca, dell'artigianato e del commercio, e quello che arriva in cambio è una manciata di posti di lavoro. Ma anche le imprese che operano nel porto commerciale hanno quantificato una perdita di occupazione e pochi vantaggi».

Il ricorso

«Abbiamo fatto ricorso - conclude Rossi - al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Veneto sulla questione paesaggistica e della sicurezza, visto che il progetto non è passato sotto i vincoli di tipo ambientale posti dalla legge speciale per Venezia. Ora aspettiamo e confidiamo nel lavoro della Procura e dei magistrati, che forse potrà chiarire se qualcuno ha avuto un ruolo nellìoliare gli ingranaggi in questa vicenda».
 


 

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