Attualità Campo San Geremia

«No green pass»: manifestazione in campo San Geremia VIDEO

Arrivati da tutto il Veneto, hanno presidiato palazzo Labia contro «uno strumento di discriminazione dello Stato che lascia liberi di non vaccinarsi ma poi esclude dalla vita lavorativa e sociale chi sceglie di non sottoporsi al vaccino»

Si sono dati appuntamento in campo San Geremia venerdì mattina, ma arrivavano da tutto il Veneto per presidiare palazzo Labia, sede della Rai: «no green pass» fra i loro slogan, considerato come «strumento di discriminazione» di uno Stato che lascia liberi di non vaccinarsi ma poi esclude dalla vita lavorativa e sociale chi sceglie di non sottoporsi al vaccino anti Covid, spiegano. A cerchio, mano nella mano, in circa 250 hanno inneggiato alla libertà, appendendo qualche striscione sulla facciata della chiesa appena sistemata che ha fatto arrabbiare il parroco, don Gianmatteo Caputo. Richille è al bordo di campo San Geremia. È una ragazza che ha scelto di non vaccinarsi. È giovane, dice di aver saputo dai volantini di questo ritrovo e di essere lì perché convinta che un vaccino in fase di sperimentazione non sia la soluzione al virus. «Le indicazioni ci sono, basta leggerle. Come si può rilasciare una certificazione in certi casi obbligatoria - dice - sulla base di un vaccino che non è tale?».

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Dal palco viene annunciato un gesto eclatante. C'è una scatola di cartone e per dare un segnale forte di protesta i manifestanti stracciano il Qr code del pass verde e lo gettano lì, mostrandosi di liberarsi di qualcosa che considerano «inutile e dannoso perché crea divisioni all'interno della società». Dentro a questa campagna molti dei militanti leggono un disegno speculativo ma anche un tentativo politico di sopraffare da parte di chi ha più risorse e potere, imponendo un pensiero univoco. «Tante persone stanno sperimentando le cure domiciliari con successo - dice Luca dell'Ucdl (Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà) - la medicina ufficiale si confronti con noi». Condanna unanime delle parole del presidente del Consiglio Mario Draghi: “l'appello a non vaccinarsi contro il Covid è un appello a morire". Il presidio annuncia un esposto contro il premier, accusato di "procurato allarme" e "diffamazione". «È l'Aifa ad escludere che i vaccinati siano da considerarsi non contagiosi; quelle di Draghi sono fake news», affermano. Parte l'annuncio di un esposto contro il presidente. «Perché i sanitari non possono lavorare facendo il tampone?», chiede Carmen Amadio, infermiera sospesa dal servizio per la sua contrarietà alla vaccinazione obbligatoria. «Non vaccinerò mai mio figlio di 16 anni, neppure sotto tortura», dice Flavia che chiede di cercare e raccontare la verità e punta il dito contro i post «riprovevoli di qualche sanitario - dice - che augura la morte a chi non si vaccina o che parlano di esecuzioni di oscura memoria». 

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