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I capolavori di Seicento e Settecento nelle nuove sale delle Gallerie dell'Accademia

Con l'intervento, finanziato da Ministero della Cultura e da privati, sono rese al pubblico 63 opere, tra cui un Tiepolo lungo 13 metri

Un percorso che presenta 63 opere, in parte mai esposte prima d’ora, o mai ammirate nella veste attuale, frutto di interventi di restauro realizzati per l’occasione. Tra i capolavori restaurati anche il "Castigo dei serpenti" di Tiepolo, una tela lunga più di 13 metri proveniente dalla Chiesa veneziana dei Ss. Cosma e Damiano. Sono stati inaugurati oggi i monumentali saloni Selva-Lazzari delle Gallerie dell’Accademia di Venezia dedicati alla pittura del Seicento e Settecento, alla presenza del ministro della Cultura Dario Franceschini e del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia.

Le due sale dedicate a Seicento e Settecento

I due ampi ambienti del pianoterra sono stati così concepiti: la sala 5 ospita opere di grande formato del Seicento veneziano provenienti perlopiù da chiese ed edifici religiosi della città, tra cui spiccano le monumentali pale di Luca Giordano, come la splendida "Deposizione di Cristo dalla Croce", e di Pietro da Cortona con il restaurato "Daniele nella fossa dei leoni". Accanto a questi capolavori, figurano anche importanti esempi di Bernardo Strozzi, Nicolas Régnier, Sebastiano Mazzoni, di cui peraltro si espone l’inedita "Strage degli Innocenti", appena acquistata dallo Stato italiano (2021). All’interno del vasto spazio sono stati identificati alcuni focus tematici, come ad esempio quello dedicato alla decorazione della chiesa veneziana dell’Ospedale degli Incurabili, andata distrutta nel 1831, di cui oggi viene presentata per la prima volta in assoluto la "Parabola delle Vergini sagge e delle Vergini stolte" di Padovanino, anch’essa restaurata e riallestita a soffitto.

La sala 6 offre invece uno sguardo d’insieme sulla variegata produzione pittorica veneziana del Settecento, con alcune sottosezioni tematiche. Ad aprire il salone è la vivace scena di "Erminia e Vafrino" di Gianantonio Guardi, che viene ora presentata al pubblico dopo l’accurato restauro che ne ha recuperato la qualità e freschezza della stesura pittorica. La lunga parete sud della sala offre una rassegna dedicata a Tiepolo, mentre altre due sezioni sono consacrate al paesaggio e alla pittura di interno con le celebri scenette di Pietro Longhi. Tra i vari protagonisti di questo salone c’è anche la pittrice veneziana, Giulia Lama con "Giuditta e Oloferne".

«Con questa iniziativa le Gallerie - dichiara il direttore, Giulio Manieri Elia, che ha curato il progetto insieme alla vicedirettrice Roberta Battaglia e con la collaborazione di Michele Nicolaci - diventano il luogo privilegiato, nel panorama mondiale, per conoscere un tassello importante e ancora poco noto della storia dell’arte, in particolare della pittura a Venezia e nel Veneto nel Seicento, che per la prima volta viene rappresentata in museo con uno spazio interamente ad essa dedicato. Un’assoluta novità è anche l’allestimento del salone settecentesco che, accanto a capolavori inediti, presenterà una sorta di "museo nel museo", riservato a uno dei geni dell’arte di sempre, Giambattista Tiepolo».

L'«impresa» ha potuto contare sul generoso sostegno di Venetian Heritage, organizzazione no profit impegnata nella salvaguardia e nella promozione del patrimonio culturale veneziano, che ha finanziato per un costo di 584.764,34 euro, l’intero allestimento nonché importanti restauri. Altri interventi di restauro sono stati finanziati dal ministero della Cultura, da Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto Restituzioni e da società private. Nelle sale c'è un impianto di illuminazione a tecnologia Led completamente rinnovato, capace di rispondere alle molte sfide illuminotecniche presenti, grazie alla sponsorizzazione tecnica di iGuzzini illuminazione, da sempre specializzata nell'illuminazione dei beni culturali e museale.

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